Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei, (Hook.) H.Wendl. 1861)

Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei) è una palma delle Arecaceae originaria della Cina centrale e sudorientale, del Giappone meridionale, del Myanmar e dell’India settentrionale. Lo stipite unico e fibroso e le foglie a ventaglio la rendono riconoscibile; la notevole rusticità ne spiega la diffusione nei giardini temperati.

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Nome scientificoTrachycarpus fortunei
GenereTrachycarpus
OrdineArecales

Palma di Fortune, Palma cinese, Palma della Cina, Chusan palm e Windmill palm

Identità
Tossicità
Non tossica per gli animali domestici secondo l’ASPCA
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
CinaGiapponeMyanmar (Birmania)India
Habitat
Boschi montani e margini, pendii umidi fino a 2400 m; coltivata in parchi e giardini temperati
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
4/10
Tempo di maturazione
Portamento adulto in diversi decenni; fioritura solo su esemplari dioici maturi
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona dopo l’attecchimento, esemplari giovani più sensibili
Umidità
40–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Argilla, limo o sabbia
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Ideale in pieno sole, tollera la mezz’ombra
Interno
Veranda
Esterno
Aiuola a pieno sole, Contenitore
Vasi
Terracotta, Vasca pesante drenante
Aspetto
Altezza300–2000 cmLarghezza150–250 cm
Foglie
Verde
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — foglie 1
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — foglie 2
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — foglie 3
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — foglie 4
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloVerde
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — fiori 1
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — fiori 2
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — fiori 3
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — fiori 4
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — fiori 5
Frutti
NeroViola
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — frutti 1
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — frutti 2
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — frutti 3
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — frutti 4
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — frutti 5
Portamento
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — portamento 1
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — portamento 2
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — portamento 3
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — portamento 4
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — corteccia 1
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — corteccia 2
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — corteccia 3
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — corteccia 4
Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Trachycarpus fortunei comprende la Cina centrale e sudorientale, il Giappone meridionale, il Myanmar settentrionale e l’India settentrionale, fino a 2400 m in montagna. L’antica coltivazione in Cina e Giappone rende incerti i suoi limiti precisi. Piantata come palma ornamentale nei climi temperati, si è anche naturalizzata e diventa localmente invasiva a sud delle Alpi svizzere.

  • Autoctona4
  • Invasiva1
  • Cina
  • Giappone
  • Myanmar
  • India
  • Svizzera

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

La Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei (Hook.) H.Wendl., 1861), detta anche Palma cinese o Palma della Cina, appartiene al genere Trachycarpus e alla famiglia delle Arecaceae. Un esemplare adulto ben radicato sopporta gelate di -15–-20 °C, mentre una giovane pianta subisce danni già a -8 °C. Questa rusticità, rara fra le palme, ne spiega la diffusione a nord dell’areale nativo, dal Regno Unito alla costa atlantica francese. 3 1

L’epiteto fortunei ricorda Robert Fortune, botanico inglese che portò semi dall’isola di Chusan, oggi Zhoushan nello Zhejiang, verso il 1850. William Jackson Hooker descrisse la specie come Chamaerops fortunei nel 1860; Hermann Wendland la riclassificò in Trachycarpus nel 1861. Introdotta in Europa nel 1856 all’orto botanico di Bordeaux, si diffuse poi nei giardini temperati grazie alla resistenza al freddo. 2

Riconoscimento

Uno stipite unico, privo di ramificazioni, caratterizza Trachycarpus fortunei: in condizioni favorevoli può raggiungere o superare 12–20 m, mentre nei giardini temperati molti esemplari rimangono sotto 8–12 m dopo diversi decenni. Il fusto resta avvolto da un feltro bruno e fibroso persistente, paragonabile a canapa intrecciata, che contribuisce all’aspetto riconoscibile della palma. 3 4

Le grandi foglie a ventaglio sono portate da lunghi piccioli con due file di piccole spine e possono raggiungere 140–190 cm di lunghezza. La specie è dioica: fra maggio e giugno le pannocchie giallo vivo compaiono sui piedi maschili, quelle verdastre sui piedi femminili. Questi grappoli ramificati possono essere lunghi quasi 1 m. 4 3

Dopo l’impollinazione, i piedi femminili formano piccoli frutti reniformi, simili a fagioli e lunghi circa 1 cm. A piena maturazione, nel tardo autunno, diventano nero violacei: questo colore e la forma del frutto offrono ulteriori elementi per riconoscere gli esemplari che hanno fruttificato. 4

Tassonomia utile

POWO/WCVP riconosce il nome Trachycarpus fortunei (Hook.) H.Wendl. Il basionimo Chamaerops fortunei Hook., pubblicato nel 1860, ricorda una classificazione precedente: prima della creazione del genere Trachycarpus, diverse palme rustiche asiatiche venivano incluse nel genere mediterraneo Chamaerops. La diversa combinazione del nome descrive quindi una storia tassonomica. 2 1

Fra i sinonimi documentati figurano Chamaerops excelsa hort., Chamaerops fortunei Hook., Trachycarpus caespitosus Becc. e Trachycarpus wagnerianus hort. ex Becc.. L’ultimo nome designava storicamente la cultivar oggi ricondotta alla specie, e continua per questo a comparire nella documentazione orticola e nelle denominazioni commerciali.

Nel commercio orticolo il sinonimo wagnerianus ricorre più spesso degli altri tre insieme: questa palma è stata venduta a lungo come specie distinta, prima di essere ricondotta a Trachycarpus fortunei come gruppo di cultivar. Il nome scientifico accettato rimane perciò il riferimento stabile per orientarsi fra i diversi nomi commerciali. 1 5

Habitat e distribuzione

L’areale d’origine comprende la Cina centrale e sudorientale, il Giappone meridionale, in particolare Kyushu, il Myanmar settentrionale e il nord dell’India, con popolazioni montane fino a 2400 m. La lunga storia di coltivazione in Cina e Giappone rende però difficile ricostruire con precisione tutti i confini dell’areale nativo. 4 5

Nella valutazione IUCN, Trachycarpus fortunei rientra nella categoria a minor rischio. Un’ampia distribuzione e l’antica coltivazione allontanano il pericolo di scomparsa a breve termine. Questo giudizio sul rischio di estinzione riguarda la specie e va distinto dal suo comportamento nei luoghi dove è stata introdotta. 6

Piantata come ornamentale nei climi temperati, dal Regno Unito a Francia e Belgio e alle coste atlantiche e pacifiche degli Stati Uniti, si è anche naturalizzata a sud delle Alpi svizzere. In Ticino figura fra le invasive dal 2014. Inverni più miti favoriscono i semi dispersi dagli uccelli: le nuove palme competono con le specie autoctone per luce e spazio e potrebbero indebolire localmente le foreste che proteggono dalla caduta di massi. 8

Ciclo e riproduzione

Fra maggio e giugno si svolge la fioritura. Essendo dioica, Trachycarpus fortunei porta fiori maschili e femminili su individui distinti e non può autofecondarsi. Un esemplare isolato può quindi fiorire ogni anno senza produrre semi, anche quando sembra sano e cresce in condizioni adatte. 4

Al caldo i semi germinano in uno–tre mesi, producendo tre o quattro foglie intere nel primo anno. La crescita rimane lenta nei primi tre anni, poi accelera fino a 15–30 cm all’anno. Per ottenere da seme una palma alta circa un metro occorrono così quasi cinque anni. 4

Per questa palma la propagazione avviene quasi esclusivamente mediante semina. Lo stipite unico e non ramificato non offre una tecnica affidabile di taleaggio e la pianta non produce polloni da separare. La crescita dei giovani esemplari va quindi considerata quando si sceglie di partire dai semi.

Usi e rischi

Da secoli, in Cina e Giappone, le fibre grossolane e resistenti delle guaine fogliari servono a fabbricare corde e sacchi da giardinaggio. Le infiorescenze vengono consumate come verdura. Anche i frutti maturi sono commestibili, benché risultino poco ricercati rispetto agli altri impieghi tradizionali della specie. 4

Secondo l’ASPCA, Trachycarpus fortunei è non tossica per gatti, cani e cavalli. Questa classificazione rende la Palma di Fortune un’opzione ornamentale compatibile con un giardino frequentato da animali domestici, mantenendo il riferimento alla specie esatta e agli animali indicati nella scheda veterinaria. 7

A Plovdiv, in Bulgaria, è documentata una resistenza eccezionale fino a -27,5 °C, contro i consueti -15–-20 °C di un esemplare adulto ben attecchito. Le foglie possono tuttavia soffrire già a -12 °C e le giovani piante a -8 °C. Dal 2001, nell’Europa meridionale, anche i bruchi di Paysandisia archon minacciano la palma scavando gallerie nello stipite. 3

Varietà, confusioni e piante affini

Il gruppo Wagnerianus comprende esemplari seminani, con segmenti fogliari più rigidi e più corti di 45 cm, che raramente superano 5 m d’altezza. La struttura compatta migliora la tolleranza al vento rispetto alla forma tipica. Venduto a lungo come Trachycarpus wagnerianus, oggi viene riconosciuto come semplice cultivar di T. fortunei. 1

Il confronto più frequente è con Chamaerops humilis, unica palma autoctona dell’Europa continentale. Quest’ultima ha portamento cespuglioso, spesso con più fusti, un’altezza massima di 2 m contro i 12–20 m di T. fortunei e piccioli con spine più acuminate. Altre palme dei giardini temperati, come Phoenix canariensis e Sabal palmetto, hanno foglie pennate o costapalmate, diverse dal semplice ventaglio della Palma di Fortune.

Fonti principali

Domande frequenti

La Palma di Fortune è tossica per gatti e cani?

No. Secondo l’ASPCA, Trachycarpus fortunei non è tossica per gatti, cani e cavalli, ed è quindi una palma ornamentale compatibile con un giardino frequentato da animali domestici.

Quanto freddo sopporta la Palma di Fortune?

Un esemplare adulto ben attecchito tollera comunemente da -15 a -20 °C; a Plovdiv, in Bulgaria, è documentato un record di -27,5 °C. Le foglie possono però danneggiarsi già a -12 °C e le giovani piante a -8 °C.

Come distinguere la Palma di Fortune da Chamaerops humilis?

Trachycarpus fortunei ha uno stipite unico ed eretto. Chamaerops humilis forma invece un cespuglio largo al massimo alcuni metri, con piccioli molto più spinosi e un’altezza che raramente supera 2 m.

Che cos’è la cultivar Wagnerianus?

È un gruppo di esemplari seminani, con segmenti fogliari più rigidi e più corti di 45 cm, che raramente superano 5 m. A lungo venduto come Trachycarpus wagnerianus, oggi è incluso in Trachycarpus fortunei come semplice cultivar.

Perché la Palma di Fortune è invasiva in Svizzera?

In Ticino, inverni più miti permettono ai semi dispersi dagli uccelli a partire dai giardini di germinare senza danni. La palma colonizza ambienti naturali, compete con le specie autoctone e potrebbe indebolire localmente le foreste di protezione.

Da dove viene il nome Trachycarpus fortunei?

L’epiteto fortunei ricorda Robert Fortune, botanico inglese che portò semi dall’isola cinese di Chusan verso il 1850. La specie fu descritta come Chamaerops fortunei nel 1860, poi riclassificata nel genere Trachycarpus nel 1861.

I frutti della Palma di Fortune sono commestibili?

I frutti maturi sono commestibili, ma poco apprezzati. In Cina l’impiego alimentare tradizionale riguarda soprattutto le infiorescenze, consumate come verdura.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.