Tasso barbasso (Verbascum thapsus, L. 1753)

Tasso barbasso (Verbascum thapsus L., 1753) è una biennale delle Scrophulariaceae originaria di Europa, Africa settentrionale e Asia temperata, dalle Azzorre alla Siberia e all’Himalaya. La rosetta di foglie feltrose del primo anno precede un alto scapo eretto con spiga gialla nel secondo, su scarpate asciutte, incolti e margini stradali soleggiati.

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Nome scientificoVerbascum thapsus
GenereVerbascum
OrdineLamiales

Tasso barbasso, Verbasco, Great mullein e Common mullein

Identità
Tossicità
Non tossico, peli fogliari irritanti al contatto
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Biennale · Rosetta
Tipo di foglie
Semisempreverde
Durata della vita
Biennale
Paese d'origine
FranciaEuropaAfrica settentrionaleAsia temperata
Habitat
Scarpate asciutte drenate, strade, incolti, cave e radure soleggiate su terreni poveri sabbiosi o sassosi
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Rosetta nel primo anno, fioritura e fruttificazione nel secondo
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura tollerata
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Piuttosto buona, fusto rigido singolo poco soggetto a rottura
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Pieno sole, non tollera l’ombra
Esterno
Bordo della strada, Rudere urbano, Talus
Aspetto
Altezza100–300 cmLarghezza40–80 cm
Foglie
Verde
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — foglie 1
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — foglie 2
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — foglie 3
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — foglie 4
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloDimensioni1.2–3 cm
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — fiori 1
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — fiori 2
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — fiori 3
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — fiori 4
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — fiori 5
Frutti
Marrone
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — frutti 1
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — frutti 2
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — frutti 3
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — frutti 4
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — frutti 5
Portamento
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — portamento 1
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — portamento 2
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — portamento 3
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — portamento 4
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — corteccia 1
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — corteccia 2
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — corteccia 3
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — corteccia 4
Tasso barbasso (Verbascum thapsus): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Verbascum thapsus comprende Europa, Africa settentrionale e Asia temperata, dalle Azzorre alla Siberia e all’Himalaya. Introdotta fuori da questo areale, la specie si è ampiamente naturalizzata in Nord America, Australia e Nuova Zelanda.

  • Autoctona4
  • Introdotta3
  • Invasiva1
  • Francia metropolitana (Corsica compresa)
  • Europa
  • Africa settentrionale
  • Asia temperata
  • Stati Uniti
  • Canada
  • Nuova Zelanda
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Tasso barbasso (Verbascum thapsus L., 1753) è una pianta erbacea biennale del genere Verbascum, nella famiglia delle Scrophulariaceae. Plants of the World Online considera accettato questo nome, pubblicato da Linneo nel 1753. Il suo areale nativo si estende dalle Azzorre e dall’Europa alla Siberia e all’Himalaya. 1 Privo di varietà ornamentali selezionate, cresce spontaneamente su scarpate e terreni poveri, a differenza dei verbaschi da giardino coltivati nelle aiuole.

Il nome scientifico deriva dal latino barbascum, da barba, e descrive l’aspetto lanoso del fogliame; l’epiteto thapsus rimanda a Thapsos, una penisola siciliana dove la specie fiorisce abbondantemente. Il nome francese cierge de Notre-Dame ricorda un uso medievale: lo scapo fiorale, privato delle foglie e ricoperto di pece, serviva da torcia. 5

Riconoscimento

Durante il primo anno il tasso barbasso forma una rosetta basale di foglie grigioverdi lunghe 8–50 cm, fittamente rivestite di peli stellati che conferiscono il tipico tatto feltroso. Già in questa prima stagione si sviluppa una profonda radice fittonante. 7 3

Nel secondo anno si innalza uno scapo fiorale unico ed eretto, che raggiunge normalmente 1–2 m, talvolta fino a 3 m su terreno favorevole. 7 3

La spiga terminale porta numerosi fiori dal giallo pallido al giallo vivo, riuniti in un racemo denso, ciascuno largo 1,2–3 cm, con cinque petali e cinque stami. La fioritura dura da giugno a settembre, a ondate successive lungo la spiga, anziché aprire tutti i fiori contemporaneamente. 7 3

Tassonomia utile

Per il tasso barbasso, Plants of the World Online mantiene il nome accettato Verbascum thapsus L., pubblicato nel 1753. La specie comprende una sottospecie distinta riconosciuta, Verbascum thapsus subsp. montanum (Schrad.) Bonnier & Layens, limitata all’Europa centrale e sudoccidentale. 1

Nelle vecchie flore e nel commercio dei semi circolano ancora tre sinonimi del nome accettato: Verbascum thapsiforme Schrad., Verbascum thapsus var. crassifolium (DC.) Murb. e Verbascum lanatum Schrad. Queste etichette indicano la stessa pianta con nomi oggi invalidi.

Oltre 300 specie appartengono al genere Verbascum, nelle Scrophulariaceae. Le classificazioni molecolari recenti hanno riorganizzato questa famiglia, escludendone la digitale, oggi collocata nelle Plantaginaceae. 6 5

Habitat e distribuzione

Europa, Africa settentrionale e Asia temperata costituiscono l’areale nativo di Verbascum thapsus, dalle Azzorre alla Siberia e all’Himalaya. 1

Introdotta in Nord America già nel XVIII secolo, in parte come veleno da pesca, la specie vi si è ampiamente naturalizzata. In Australia fu importata come pianta da giardino e compariva già nei cataloghi dei vivaisti della Tasmania e del Victoria tra il 1845 e il 1855; oggi vi è considerata naturalizzata e classificata fra le infestanti. 8 7

Scarpate, margini stradali, incolti, cave e tagli forestali soleggiati offrono i terreni asciutti, disturbati e ben drenati colonizzati dalla specie. Non tollera l’ombra e scompare rapidamente quando uno strato arbustivo o erbaceo più alto la sovrasta. 7 3

Ciclo e riproduzione

Dalla germinazione fino al termine del primo inverno, la pianta rimane una rosetta senza fusto fiorale. Fiorisce soltanto nel secondo anno, in primavera ed estate, su uno scapo non ramificato. 7

Ogni individuo produce fra 100 000 e 240 000 semi, minuscoli, bruno-rossastri e a forma di bastoncino costoluto. Possono restare vitali per diversi decenni nel suolo, con casi documentati di germinazione dopo oltre 100 anni di interramento: ciò rende difficile eradicare la specie una volta insediata. 7

Api, farfalle e mosche impollinatrici visitano i fiori per tutta l’estate. In assenza di visitatori è possibile l’autofecondazione, che produce però meno semi vitali. 3

Usi e rischi

Sin dall’Antichità foglie e fiori essiccati entrano in una tisana pettorale, ritenuta espettorante e antinfiammatoria contro tosse e bronchiti. La preparazione va filtrata con cura per trattenere i peli urticanti che irritano la gola. 2

In passato i semi, ricchi di rotenone, servivano da veleno da pesca: le popolazioni native americane li trituravano per stordire i pesci. Questo uso, già segnalato da Aristotele, motivò la precoce introduzione della pianta nella Virginia coloniale. La pesca con veleno è oggi vietata quasi ovunque. 8 2

Secondo i dati disponibili messi a confronto, la pianta non è tossica per gatti, cani e uomo. Il rischio documentato resta cutaneo, per irritazione al contatto con i peli stellati del fogliame, più che per una sostanza tossica interna. 2

Varietà, confusioni e piante affini

Per Verbascum thapsus non esistono cultivar orticole ampiamente diffuse, a differenza di verbaschi da giardino come Verbascum bombyciferum o di alcuni ibridi perenni a grandi fiori selezionati per le aiuole. 5

Altri verbaschi con rosetta lanosa possono essere confusi con questa specie:

  • Verbascum densiflorum, con foglie nettamente decorrenti lungo il fusto;
  • Verbascum lychnitis, con peluria più fine, bianca soprattutto sulla pagina inferiore;
  • Verbascum blattaria, quasi glabro, privo dello spesso feltro del tasso barbasso.

La densità e il colore grigioverde quasi uniforme della peluria fogliare di Verbascum thapsus sono un riferimento più affidabile della sola altezza della spiga per distinguerlo da Verbascum densiflorum e Verbascum lychnitis. Spesso bastano a risolvere il dubbio senza una chiave di determinazione completa. 5

Fonti principali

Domande frequenti

Il tasso barbasso è tossico?

No, la pianta non è tossica per l’uomo né per i comuni animali domestici. Il rischio documentato resta l’irritazione cutanea al contatto con i peli stellati del fogliame, senza legame con una sostanza tossica interna.

Perché il tasso barbasso fiorisce solo al secondo anno?

È una pianta biennale. Nel primo anno forma soltanto una rosetta di foglie; lo scapo e la fioritura compaiono nel secondo anno, dopo un inverno di vernalizzazione.

Da dove viene il nome francese cierge de Notre-Dame?

Nel Medioevo lo scapo fiorale, privato delle foglie e ricoperto di pece, serviva da torcia. Questo soprannome descrive quindi un uso pratico più che un simbolismo religioso.

Il tasso barbasso è invasivo?

In Francia, dove la specie è nativa, rimane una pianta comune di scarpate e incolti. In Australia, introdotta come pianta da giardino nel XIX secolo, si è naturalizzata e compare ormai nei profili delle infestanti.

Come si distingue il tasso barbasso dagli altri verbaschi?

Il riferimento più affidabile resta la densità e il colore della peluria fogliare, quasi sempre sufficienti a escludere specie vicine come Verbascum densiflorum o Verbascum lychnitis.

I semi del tasso barbasso restano vitali a lungo?

Sì. Ogni pianta produce decine di migliaia di semi minuscoli, capaci di restare vitali per diversi decenni nel suolo, con casi documentati di germinazione dopo oltre un secolo di interramento.

Si può consumare il tasso barbasso?

Foglie e fiori essiccati si usano tradizionalmente in tisane pettorali, purché la preparazione venga filtrata bene per trattenere i peli urticanti che irritano la gola.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.