Karonda (Carissa carandas, )
Carissa carandas è un arbusto spinoso sempreverde delle Apocynaceae, originario del subcontinente indiano, dove colonizza boscaglie secche e terreni poveri. Tutta la pianta emette lattice bianco quando viene ferita; il frutto, dapprima verde e poi porpora scuro o nero, impiega oltre un anno a maturare. Coltivato da secoli in India per i frutti aciduli trasformati in sottaceti, chutney e confetture, serve anche da siepe difensiva grazie alle spine appaiate.
Leggi di piùKaronda, Carandas, Karaunda, Bengal currant e Christ's thorn
Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.



© foto
Greg III Espera · cc-by
Wikimedia Commons · CC BY-SA or Public Domain
Wikipedia · CC BY-SA
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Carissa carandas comprende il subcontinente indiano: India, Nepal, Sri Lanka, Pakistan, Bangladesh e Afghanistan, dalle pianure alle pendici himalayane. La specie è stata ampiamente introdotta in altre regioni tropicali e subtropicali per i frutti e le siepi spinose; introduzione e coltivazione vanno distinte dall’areale nativo in senso stretto.
- Autoctona6
- Introdotta4
- India
- Nepal
- Sri Lanka
- Pakistan
- Bangladesh
- Afghanistan
- Filippine
- Malaysia
- Thailandia
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Carissa carandas (Carissa carandas L., 1767), chiamata anche karonda o carandas, è un arbusto spinoso sempreverde del genere Carissa, nella famiglia delle Apocynaceae. Come accade in molte Apocynaceae, tutta la pianta, compresi fusti, foglie e frutti verdi, emette lattice bianco quando viene ferita. 2 4
La descrizione scientifica di Carl von Linné risale al 1767, nella Mantissa Plantarum. Il frutto, spesso paragonato a una piccola prugna acidula, ha dato origine al nome inglese carandas plum. Karonda rimane invece la trascrizione del nome hindi più diffusa a livello internazionale. 2 3
Riconoscimento
Il portamento di Carissa carandas è quello di un arbusto o piccolo albero cespuglioso, alto comunemente 3–5 m. Può salire più in alto quando incontra un sostegno o la chioma di un albero vicino. I rami portano spine dritte e appaiate, talvolta lunghe 5 cm, che rendono impenetrabile una siepe ben sviluppata. 3
Le lamine opposte, da ovali a ellittiche, sono coriacee e lucide e misurano 2,5–7,5 cm. I fiori bianchi, spesso sfumati di rosa sul retro, si aprono in piccole cime terminali. Il profumo è intenso soprattutto verso sera. 3
Il frutto da ovoidale a quasi rotondo misura circa 1,25–2,5 cm. Verde e ricco di lattice quando è immaturo, passa al porpora scuro e poi al nero a piena maturità, mostrando una polpa rossa dal sapore dolce acidulo. Un frutto ancora verde, o che non emette lattice al taglio, semplicemente non è maturo. 3
Tassonomia utile
POWO/WCVP riconosce Carissa carandas L., distinto da diversi nomi che circolano sotto la stessa denominazione comune di karonda. I sinonimi omotipici ed eterotipici riconosciuti sono:
- Arduina carandas (L.) Baill., sinonimo botanico
- Jasminonerium carandas (L.) Kuntze, sinonimo botanico
- Capparis carandas (L.) Burm.f., sinonimo botanico
- Carissa salicina Lam., sinonimo botanico
- Echites spinosus Burm.f., sinonimo botanico
Particolarmente insidioso è il nome Carissa congesta Wight, molto usato nella letteratura orticola anglofona per il karonda. Oggi POWO lo considera invece sinonimo di un’altra specie, Carissa spinarum. Un vecchio testo che cita «Carissa congesta» non descrive dunque necessariamente Carissa carandas. 1
Tropicos del Missouri Botanical Garden e il profilo ufficiale dell’USDA confermano il nome accettato, quest’ultimo con il codice CACA74. Il binomio offre così un riferimento stabile per riconoscere la specie nelle diverse opere botaniche. 7 8
Habitat e distribuzione
Il subcontinente indiano costituisce l’areale nativo: India, Nepal, Sri Lanka, Pakistan, Bangladesh e Afghanistan, dalle pianure alle pendici himalayane, a circa 300–1 800 m. La specie colonizza boscaglie secche, margini e terreni poveri, sia sabbiosi sia calcarei. 4 3
Le collezioni ufficiali statunitensi introdussero Carissa carandas già nel 1912. Da allora si è diffusa in varie regioni tropicali e subtropicali, in particolare in Florida, dove prospera sia sulla sabbia sia sul calcare in pieno sole. Filippine e Malaysia l’avevano adottata ancora prima, all’inizio del XX secolo. 3
Il profilo ufficiale dell’USDA conferma questa presenza introdotta negli Stati Uniti, distinta dall’areale nativo indiano. La pianta vi compare soltanto come coltivata, senza uno stato di popolazione naturalizzata su vasta scala. 8
Ciclo e riproduzione
In India la fioritura inizia a marzo; nel nord del paese i frutti maturano da luglio a settembre. Una pianta nata da seme impiega circa due anni a fruttificare per la prima volta. Ogni frutto richiede poi oltre un anno per passare dall’allegagione al nero completo. 4
Per moltiplicarla si ricorre soprattutto alla semina, perché le talee di fusto radicano male e in modo irregolare, secondo le prove storiche riportate da Morton. Innesto e margotta aerea offrono alternative più affidabili per riprodurre fedelmente un esemplare preciso. 3
Usi e rischi
Il frutto immaturo, ricco di pectina e lattice, si trasforma tradizionalmente in sottaceti, chutney e confetture. A piena maturità si mangia crudo o in gelatina, la cui solidificazione è favorita dalla pectina naturale. Nella medicina tradizionale indiana il frutto verde è impiegato come astringente e quello maturo come ricostituente ricco di vitamina C. Uno studio del 2011 ha inoltre osservato un effetto ipoglicemizzante nel ratto con un estratto di frutto immaturo. 3 6
L’ASPCA non dispone di dati specifici per Carissa carandas. L’affine Carissa macrocarpa, la prugna del Natal, figura come non tossica per cani, gatti e cavalli. Il lattice appiccicoso e la forte astringenza del frutto verde restano comunque ragioni per evitarne il consumo prima della piena maturità. 5
Varietà, confusioni e piante affini
Per Carissa carandas non è ampiamente documentata a livello internazionale alcuna cultivar stabile. Le variazioni osservate in India derivano soprattutto da selezioni locali di frutteto, anziché da nomi orticoli registrati su vasta scala.
Tre nomi ricorrono nelle confusioni più frequenti:
- Carissa spinarum, con frutti e spine più piccoli, diffusa dall’Africa all’Indocina e spesso confusa con il karonda attraverso il vecchio nome Carissa congesta;
- Carissa macrocarpa, la prugna del Natal, originaria dell’Africa australe, con fiori più grandi e considerata non tossica dall’ASPCA;
- Capparis carandas, sinonimo storico il cui nome non ha relazione con il genere Capparis degli odierni capperi.
Per separare le specie, l’origine geografica e il nome scientifico accettato sono più affidabili del solo nome comune karonda. Un esemplare venduto con questo nome fuori dall’Asia meridionale appartiene spesso a Carissa macrocarpa. Controllare l’etichetta botanica prima dell’acquisto evita delusioni alla prima fruttificazione. 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Carissa carandas L.
- International Plant Names Index, scheda di Carissa carandas
- Purdue University NewCROP, Julia Morton, Karanda
- USDA GRIN Global, scheda tassonomica di Carissa carandas
- ASPCA, scheda sulla tossicità della prugna del Natal
- Journal of Ethnopharmacology, 2011, potenziale antidiabetico dell’estratto di frutti immaturi di Carissa carandas
- Tropicos / Missouri Botanical Garden, scheda di Carissa carandas
- USDA PLANTS Database, profilo di Carissa carandas (CACA74)
Domande frequenti
Il frutto di Carissa carandas è commestibile?
Sì, a piena maturità, quando diventa porpora scuro o nero. Il frutto ancora verde è astringente e ricco di lattice appiccicoso; si consuma soprattutto cotto, in sottaceti o confetture.
Karonda e carandas indicano la stessa pianta?
Sì. Karonda trascrive il nome hindi ed è il più usato a livello internazionale; carandas deriva direttamente dall’epiteto scientifico attribuito da Linneo nel 1767.
Carissa carandas è tossica per gatti e cani?
Non esistono dati ASPCA specifici per questa specie. La specie affine Carissa macrocarpa è elencata come non tossica: ciò non esclude un’irritazione locale dovuta al lattice del frutto verde.
Perché i frutti impiegano tanto a maturare?
Dall’allegagione al colore nero completo passa più di un anno, spesso 12–14 mesi. Un frutto verde che non emette lattice al taglio semplicemente non è ancora maturo.
Come si distingue da Carissa macrocarpa, la prugna del Natal?
Carissa macrocarpa è originaria dell’Africa australe, ha fiori più grandi e frutti rossi ed è elencata come non tossica dall’ASPCA. Carissa carandas è asiatica e ha frutti più piccoli che diventano neri.
Come si moltiplica Carissa carandas?
La semina rimane il metodo più affidabile perché le talee di fusto radicano male. Innesto e margotta aerea sono più adatti a riprodurre fedelmente un esemplare preciso.
Da dove proviene Carissa carandas?
L’areale nativo comprende il subcontinente indiano, dall’India al Nepal e allo Sri Lanka fino all’Afghanistan. La specie è stata poi introdotta in varie regioni tropicali, fra cui la Florida all’inizio del XX secolo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




