Nocciolo di Costantinopoli (Corylus colurna, )
Nocciolo di Costantinopoli (Corylus colurna L., 1753) è un albero delle Betulaceae, originario dei Balcani, dell’Anatolia e del Caucaso fino all’Iran settentrionale. Rispetto al nocciolo comune, cespuglioso e pollonifero, sviluppa un tronco unico dalla corteccia sugherosa e una chioma piramidale ben riconoscibile. Poco esigente in fatto di terreno, tollera siccità e inquinamento urbano ed è impiegato sia nei viali sia come portinnesto per i noccioli da frutto.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Corylus colurna va dai Balcani all’Anatolia e al Caucaso fino all’Iran settentrionale, nei boschi montani spesso calcarei. Oggi la specie è ampiamente piantata fuori da quest’area nei viali dell’Europa occidentale e del Nord America, senza naturalizzazione invasiva documentata.
- Autoctona6
- Introdotta1
- Turchia
- Iran
- Georgia
- Romania
- Bulgaria
- Bosnia ed Erzegovina
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Nocciolo di Costantinopoli (Corylus colurna L., 1753) è un albero delle Betulaceae descritto da Carl von Linné nello Species Plantarum. POWO mantiene questo nome come riferimento accettato nel genere Corylus. 1 8
Il richiamo a Costantinopoli nel nome comune riguarda la via di introduzione nell’Europa occidentale nel XVI secolo, anziché un’origine sul Bosforo. Semi portati dalla città furono coltivati a Vienna già negli anni 1560, prima di raggiungere l’Inghilterra. Anche le denominazioni francesi riferite al Levante e alla Turchia riflettono questo percorso storico. 7 5
Riconoscimento
A differenza del nocciolo comune, cespuglioso e pollonifero, Corylus colurna sviluppa un tronco unico e una chioma piramidale stretta da giovane, più arrotondata con l’età. Raggiunge normalmente 12–25 m, con esemplari che superano 30 m e tronchi che negli alberi centenari possono avvicinarsi a 1,3 m di circonferenza. 5 3
La corteccia spessa, grigio beige, assume una tessitura sugherosa e fessurata particolare fra i Corylus, a tratti simile a quella della sughera. È un carattere utile anche senza foglie. Le lamine, da rotonde a ovali, misurano 6–15 cm, sono doppiamente dentate e pelose su entrambe le facce, con base nettamente cuoriforme e apice bruscamente assottigliato. 5 3
Già in febbraio, prima delle foglie, compaiono amenti maschili giallo pallido lunghi 5–10 cm, fra le fioriture più precoci dell’anno. I frutti successivi sono riuniti in gruppi di 2–8, avvolti da un involucro irto e sfrangiato di 3–4 cm, molto più inciso rispetto a quello del nocciolo comune. 2 5
Tassonomia utile
Nella delimitazione di Corylus colurna, POWO non riconosce varietà infraspecifiche: il nome accettato comprende la variabilità osservata dai Balcani all’Iran settentrionale. La vicina Corylus jacquemontii, a lungo trattata come una sua varietà, è oggi distinta e limitata ai boschi himalayani. 1 8
L’incrocio spontaneo con il nocciolo comune produce Corylus × colurnoides, chiamato Trazel dal selezionatore Jack Gellatly, che lo individuò fra i propri semenzali di Corylus colurna in Columbia Britannica. Due cloni del programma, 'Newberg' e 'Dundee', furono diffusi dall’Oregon State University nel 1990. Una cultivar fruttifera di Corylus avellana innestata su di essi beneficia di radici che impediscono la produzione di polloni, diversamente dal nocciolo comune sulle proprie radici. 6
Habitat e distribuzione
Dai Balcani all’Anatolia e al Caucaso, fino all’Iran settentrionale, si estende l’areale nativo di Corylus colurna. Comprende popolazioni in Turchia, Georgia, Romania, Bulgaria e Bosnia ed Erzegovina. La specie cresce nei boschi montani, spesso su substrato calcareo, fino a 1500 m di quota. 5 7
La valutazione IUCN classifica la specie a minor preoccupazione (LC). Solo la popolazione russa del Caucaso è segnalata in declino, senza grandi minacce individuate su scala globale. Fuori dall’areale originario l’albero è molto piantato nei viali dell’Europa occidentale e del Nord America, senza naturalizzazione invasiva documentata. 9 3
Ciclo e riproduzione
Gli amenti maschili giallo pallido e i piccoli fiori femminili, ridotti a stili rossi, sono presenti sullo stesso albero: la specie è monoica. La fioritura precoce espone gli amenti alle gelate tardive di fine febbraio o marzo, che non compromettono però l’albero adulto già attecchito. 2 3
Per la semina occorre una doppia stratificazione, prima calda e poi fredda; i risultati migliori si ottengono interrando i semi subito dopo la raccolta autunnale. La piantina sviluppa rapidamente un fittone profondo, spesso danneggiato dall’espianto in vivaio: l’attecchimento dei soggetti già cresciuti in piena terra risulta quindi delicato. Un esemplare da seme raramente fiorisce prima di 10–15 anni. Le nocciole maturano da settembre a ottobre e hanno un guscio spesso 2–3 mm, molto più duro di quello del nocciolo comune. 4 8
Usi e rischi
Come portinnesto, Corylus colurna offre il suo principale contributo orticolo: le radici fibrose impediscono la formazione di polloni, un problema costante nel nocciolo comune, che emette continuamente ricacci alla base del tronco. Innestarvi una cultivar fruttifera di Corylus avellana dà quindi un albero a tronco unico, più semplice da raccogliere di un cespuglio pollonifero. La pratica è documentata in Serbia e altrove. 11 5
Nei viali cittadini si apprezzano la chioma piramidale regolare e la tolleranza al suolo compattato, alla siccità e all’inquinamento. Il legno, compatto e moderatamente duro, si lavora anche in falegnameria e al tornio, un impiego secondario rispetto al portinnesto. Plants For A Future non segnala rischi noti per la specie; come per altre noci, un eccesso di gusci può provocare disturbi digestivi negli animali domestici. 3 4
Varietà, confusioni e piante affini
Nel panorama orticolo spicca l’ibrido Corylus × colurnoides, con frutti più grandi e di migliore qualità rispetto alla specie. I suoi cloni 'Newberg' e 'Dundee' si sono però rivelati molto sensibili al deperimento batterico del nocciolo in Nord America, circostanza che ne ha limitato la diffusione commerciale. 6 10
Fra le piante che possono trarre in inganno rientrano:
- il nocciolo comune (Corylus avellana), cespuglioso e pollonifero, con meno frutti per gruppo;
- Corylus chinensis, altro nocciolo arboreo dell’Asia orientale, anch’esso con corteccia che si sfalda;
- Corylus jacquemontii, specie himalayana un tempo confusa con C. colurna.
Tronco unico, corteccia sugherosa e assenza di polloni rimangono i caratteri più affidabili per distinguere sul campo questa specie dal nocciolo comune. 8
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Corylus colurna L.
- Royal Horticultural Society, Corylus colurna, scheda botanica
- NC State Extension, Corylus colurna - Turkish Hazel
- Plants For A Future, Corylus colurna scheda della banca dati
- Trees and Shrubs Online, Corylus colurna
- Trees and Shrubs Online, Corylus x colurnoides (Trazel)
- Wikipedia (FR), nocciolo di Costantinopoli
- Wikipedia (EN), Corylus colurna
- IUCN Red List, Corylus colurna valutazione
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Corylus colurna
- Đorđević et al., innesto di cultivar di Corylus avellana su portinnesto Corylus colurna, PMC
Domande frequenti
Il Nocciolo di Costantinopoli produce nocciole commestibili?
Sì, le nocciole sono commestibili crude o tostate e hanno un sapore vicino a quelle del nocciolo comune. Il guscio più spesso, di 2–3 mm, ne rende però trascurabile lo sfruttamento commerciale.
Perché si usa come portinnesto per i noccioli?
Le radici fibrose non emettono polloni, a differenza del nocciolo comune. Innestare una cultivar da frutto di Corylus avellana su Corylus colurna permette di ottenere un albero a tronco unico, più facile da raccogliere rispetto a un cespuglio.
Come si distingue dal nocciolo comune?
Il Nocciolo di Costantinopoli forma un albero a tronco unico, con corteccia sugherosa e chioma piramidale; il nocciolo comune rimane cespuglioso e pollonifero. Anche i frutti sono riuniti in gruppi più numerosi.
Il Nocciolo di Costantinopoli è tossico per gli animali?
No. Plants For A Future non segnala rischi noti per questa specie. Come per qualsiasi noce, un consumo eccessivo può provocare disturbi digestivi negli animali domestici.
Si può piantare il Nocciolo di Costantinopoli in città?
Sì, è uno dei suoi impieghi principali. La chioma piramidale regolare e la tolleranza al terreno compattato e all’inquinamento ne fanno un albero da viale frequente in Europa e in Nord America.
Da dove viene il nome Nocciolo di Costantinopoli?
Ricorda l’introduzione della specie nell’Europa occidentale nel XVI secolo, attraverso semi portati da Costantinopoli, e non un’origine botanica sul Bosforo.
Perché è difficile trapiantare questo albero?
Il Nocciolo di Costantinopoli sviluppa presto un fittone profondo. L’espianto in vivaio spesso lo danneggia, rendendo incerto l’attecchimento degli esemplari già sviluppati.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.

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