Shanzha (Crataegus pinnatifida, )
Crataegus pinnatifida Bunge, 1835 è un arbusto o piccolo albero delle Rosaceae, originario della Cina settentrionale e orientale, della Corea e dell’Estremo Oriente russo. Rispetto alla maggior parte dei biancospini ha poche spine e foglie profondamente incise, quasi pennate. Il frutto rosso, chiamato shanzha, ha un ruolo importante nella cucina e nella medicina tradizionale cinese, dove viene trasformato in dolci, bevande e preparati per disturbi digestivi e circolatori.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Crataegus pinnatifida va dalla Cina settentrionale e orientale (Hebei, Heilongjiang, Henan, Shandong e province vicine) alla Corea e all’Estremo Oriente russo. In queste regioni è anche ampiamente coltivata nei frutteti per lo shanzha; altrove resta soprattutto un albero ornamentale da collezione, senza naturalizzazione invasiva documentata.
- Autoctona3
- Introdotta1
- Cina
- Corea
- Russia (Estremo Oriente)
- America del Nord
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Crataegus pinnatifida (Crataegus pinnatifida Bunge, 1835) è un arbusto o piccolo albero della famiglia delle Rosaceae. Alexander von Bunge la descrisse nel 1835; POWO ne conserva il nome come accettato. L’epiteto pinnatifida unisce il latino pinna, piuma o ala, e -fida, divisa, in riferimento alle foglie profondamente incise di questo biancospino. 1 6
In Cina il nome shanzha (山楂) indica sia l’albero sia il suo frutto rosso. Venduto fresco, essiccato o candito, il frutto viene impiegato tanto nei dolci di strada quanto nella farmacopea tradizionale cinese. 6
Riconoscimento
Le poche spine corte, talvolta del tutto assenti, distinguono Crataegus pinnatifida dalla maggior parte dei biancospini. L’albero raggiunge 4–7 m di altezza, con una chioma di ampiezza simile, corteccia grigia e giovani rami con gemme rosso violacee. 4 6
Le lamine fogliari, lunghe 5–10 cm, sono profondamente lobate, quasi pennate, con 3–5 paia di incisioni che raggiungono spesso la metà della lamina. Sono molto più marcate che nella maggior parte dei biancospini europei, dalle foglie intere o appena dentate: questa suddivisione è il carattere più affidabile per distinguerla sul campo. In autunno il fogliame diventa rosso. 6 4
A maggio compaiono piccoli fiori bianchi di circa 1,5 cm, in corimbi di 4–6 cm di diametro, inizialmente poco odorosi e poi più gradevoli. Segue lo shanzha, un pomo rosso scuro, da quasi sferico a piriforme, di 1–2,5 cm di diametro, maturo da fine agosto a ottobre nell’emisfero settentrionale. 4 3
Tassonomia utile
Sotto Crataegus pinnatifida, POWO riconosce due varietà accettate: la varietà tipo pinnatifida e pubescens Nakai, descritta in Corea per i rami e le foglie più pelosi. Molti altri nomi, pubblicati durante le revisioni del genere, sono oggi sinonimi: Crataegus pinnatifida var. major N.E.Br., Crataegus pinnatifida f. psilosa C.K.Schneid. e Crataegus pinnatifida var. korolkowii (Regel ex C.K.Schneid.) Y.Yabe. 1
Un omonimo può trarre in inganno: Crataegus monogyna var. pinnatifida (Hartm.) Hartm. è una varietà del biancospino comune europeo, da non confondere con la specie asiatica descritta da Bunge. Per identificarla con certezza occorre quindi il binomio completo, Crataegus pinnatifida Bunge. 1
Habitat e distribuzione
L’areale originario di Crataegus pinnatifida comprende la Cina settentrionale e orientale (Hebei, Heilongjiang, Henan, Shandong e varie province vicine), tutta la Corea e l’Estremo Oriente russo. Cresce sulle colline e sulle basse montagne, su pendii soleggiati, in boschi radi, margini boschivi e prati, ma anche su rive sabbiose e versanti pietrosi fino a 2000 m di altitudine. 6 3
La valutazione IUCN assegna alla specie la categoria a rischio minimo (LC), senza minacce per la conservazione identificate. Fuori dall’areale d’origine resta soprattutto una pianta da collezione o ornamentale, in particolare in Europa e Nord America, senza naturalizzazione invasiva finora documentata. Nell’areale nativo è invece coltivata ampiamente nei frutteti, soprattutto nello Shandong e nello Hebei, noti per lo shanzha destinato ai dolci e alla farmacopea. 8 4
Ciclo e riproduzione
I fiori ermafroditi, impollinati dagli insetti, si aprono a maggio, poco dopo la comparsa delle foglie. I frutti crescono per tutta l’estate e maturano tra fine agosto e ottobre nell’emisfero settentrionale, circa quattro o cinque mesi dopo la fioritura. 4 3
Per la semina occorre una doppia stratificazione, prima calda e poi fredda; la germinazione può richiedere oltre 18 mesi. È il principale limite della propagazione da seme. Le piante ottenute in questo modo fruttificano in genere dopo 5–8 anni, mentre l’innesto su un portinnesto di Crataegus può anticipare la produzione al 3° anno. 3 4
Usi e rischi
Il frutto è di gran lunga la parte più usata tradizionalmente, prima della corteccia e delle foglie. Nella Cina settentrionale lo shanzha rivestito di zucchero e infilato su spiedini diventa il tanghulu, un dolce di strada invernale molto popolare; ridotto in pasta zuccherata ed essiccato in lastre dà lo shanzhagao. Si preparano anche succhi, sciroppi e bevande alcoliche. 6
Nella medicina tradizionale cinese lo shanzha compare già nel Bencao Gangmu di Li Shizhen (1593), per usi digestivi e circolatori. Le ricerche moderne hanno identificato nel frutto flavonoidi e triterpenoidi, tra cui iperina e acido ursolico, associati a una riduzione del colesterolo e a un effetto vasodilatatore negli animali. 9 6
Per cani, gatti e cavalli l’ASPCA classifica il genere Crataegus come non tossico. I semi contengono però composti cianogenici, caratteristica comune alle Rosaceae con frutti a semi; vengono eliminati durante la preparazione e non devono essere consumati in quantità. 5 2
Varietà, confusioni e piante affini
Il cultivar 'Big Golden Star', derivato dalla varietà major, ha frutti più grandi del tipo e spine rare o assenti. È la forma più spesso proposta dai vivai europei, come albero da frutto e ornamentale. 2
Nell’identificazione occorre soprattutto distinguere queste piante:
- Crataegus monogyna, con foglie molto meno incise e frutti con un solo nocciolo;
- Crataegus laevigata, anch’essa poco lobata, con due o tre noccioli per frutto;
- alcuni meli selvatici (Malus spp.), dai frutti simili ma dalle foglie intere, non lobate.
La profondità delle incisioni fogliari e il numero dei semi per frutto restano i criteri più affidabili per distinguere queste specie sul campo. 6
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Crataegus pinnatifida Bunge
- Royal Horticultural Society, Crataegus pinnatifida var. major 'Big Golden Star'
- Plants For A Future, Crataegus pinnatifida scheda botanica
- NC State Extension, Crataegus pinnatifida - Chinese Hawthorn
- ASPCA, scheda sulla tossicità di Crataegus
- Wikipédia (FR), Crataegus pinnatifida
- Wikipedia (EN), Crataegus pinnatifida
- IUCN Red List, Crataegus pinnatifida valutazione
- Li et al., 2023, Crataegus pinnatifida rassegna etnofarmacologica, Journal of Ethnopharmacology
Domande frequenti
Crataegus pinnatifida è tossica per cani e gatti?
No. L’ASPCA classifica il genere Crataegus, che comprende questa specie, come non tossico per cani, gatti e cavalli. Vanno però eliminati prima del consumo i semi, ricchi di composti cianogenici come in molte Rosaceae con frutti a semi.
Il frutto di Crataegus pinnatifida si può mangiare?
Sì, lo shanzha si consuma crudo, cotto, essiccato o trasformato in dolci. I semi non si mangiano e vengono eliminati durante la preparazione.
Perché questo biancospino ha così poche spine?
A differenza della maggior parte dei Crataegus, Crataegus pinnatifida porta solo poche spine corte, talvolta assenti. Questo facilita la raccolta dei frutti e aiuta a riconoscere la specie.
Come si distingue Crataegus pinnatifida dal biancospino comune?
Le foglie di Crataegus pinnatifida sono molto più incise, quasi pennate, e i frutti contengono più semi. Crataegus monogyna ha invece un solo seme per frutto e foglie poco lobate.
Da quando lo shanzha è usato nella medicina cinese?
Il Bencao Gangmu di Li Shizhen, pubblicato nel 1593, ne descrive già gli usi per i disturbi digestivi e il ristagno degli alimenti. Gli studi moderni esplorano soprattutto gli effetti sul colesterolo e sulla pressione arteriosa.
Crataegus pinnatifida cresce in Francia?
Non è indigena della Francia, ma alcuni vivai europei la coltivano come albero ornamentale o da frutto, in particolare il cultivar Big Golden Star.
Quanto tempo serve prima dei primi frutti?
Una pianta da seme impiega in genere 5–8 anni prima di fruttificare, mentre una pianta innestata può produrre dal 3° anno.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





