Loto americano (Diospyros virginiana, L. 1753)

Loto americano (Diospyros virginiana L., 1753) è un albero da frutto deciduo delle Ebenaceae, nativo degli Stati Uniti centrali e orientali, dal Connecticut alla Florida e verso ovest fino al Kansas. Raccolto e coltivato dai popoli nativi americani molto prima dell’arrivo degli europei, produce piccoli frutti arancioni molto astringenti prima della maturazione e serve anche come portinnesto rustico per il cachi.

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Nome scientificoDiospyros virginiana
GenereDiospyros
OrdineEricales

Loto americano, American persimmon, Common persimmon e Possumwood

Identità
Tossicità
Non tossico; frutti acerbi con rischio di bezoari nel cavallo
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Stati Uniti
Habitat
Boschi radi e asciutti, radure, incolti e margini su suoli variabili, anche presso campi o fossi
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
AutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
3/10
Tempo di maturazione
4–9 anni da seme, 3 anni su pianta innestata; piena produzione verso 10 anni
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona una volta attecchito, grazie al profondo fittone
Umidità
30–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Argilla, limo o sabbia, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Pieno sole o mezz’ombra leggera
Esterno
Frutteto, Siepe campestre
Aspetto
Altezza900–2400 cmLarghezza600–1100 cm
Foglie
VerdeGialloRosso
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — foglie 1
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — foglie 2
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — foglie 3
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — foglie 4
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoGialloVerde
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — fiori 1
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — fiori 2
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — fiori 3
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — fiori 4
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — fiori 5
Frutti
ArancioneRossoDimensioni2–5 cm
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — frutti 1
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — frutti 2
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — frutti 3
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — frutti 4
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — frutti 5
Portamento
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — portamento 1
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — portamento 2
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — portamento 3
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — portamento 4
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — portamento 5
Corteccia
MarroneNero
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — corteccia 1
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — corteccia 2
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — corteccia 3
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — corteccia 4
Loto americano (Diospyros virginiana): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Diospyros virginiana comprende gli Stati Uniti centrali e orientali, dal Connecticut e dalla Florida meridionale fino a Texas, Oklahoma, Kansas e Iowa verso ovest. La specie cresce spontanea nei boschi radi e negli incolti ed è coltivata per il frutto dai nativi americani fin dalla preistoria.

  • Autoctona1
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Loto americano (Diospyros virginiana L., 1753) è un albero da frutto deciduo del genere Diospyros, nella famiglia delle Ebenaceae. Nativo degli Stati Uniti centrali e orientali, era raccolto e coltivato dai popoli nativi americani molto prima dell’arrivo dei coloni europei. In inglese è chiamato American persimmon o Common persimmon. 1 5

La parola francese plaqueminier deriva da piakimin, un termine algonchino tramandato dai primi coloni per indicare il frutto essiccato dai nativi americani. Il nome inglese possumwood descrive un comportamento preciso: l’opossum della Virginia sale sull’albero per mangiare i frutti caduti a terra in autunno. 8

Riconoscimento

Una corteccia spessa, grigio scuro o nerastra, fessurata in piccoli blocchi rettangolari a scacchiera, permette di riconoscere la specie in ogni stagione. D’inverno, dopo la caduta delle foglie, è più utile della sagoma dei rami, spesso confusa con quella di un susino selvatico. In piena terra l’albero raggiunge normalmente 9–24 m di altezza e 6–11 m di ampiezza, con rami a zigzag spesso spinosi nei giovani esemplari selvatici. 2 3

Da ovali a ellittiche, le foglie misurano 5–15 cm, sono verde lucido sopra e in autunno diventano gialle, arancioni o rosso porpora. I fiori profumati, bianco crema o giallo verdastro, si aprono a fine primavera. La specie è per lo più dioica, con fiori maschili riuniti in gruppi e femminili solitari su piante diverse: per questo alcuni esemplari non fruttificano nonostante la fioritura abbondante. 3 2

Rotondo e largo 2–5 cm, il frutto è verde e molto astringente prima di maturare; diventa poi arancione o rosso aranciato e resta spesso sull’albero dopo la caduta delle foglie, fino all’inverno. 2

Tassonomia utile

Il binomio riconosciuto da POWO/WCVP è Diospyros virginiana L., descritto nel 1753. Numerose varietà e forme storiche sono oggi per lo più considerate sinonimi della specie tipo:

  • Diospyros virginiana var. platycarpa Sarg., nome storico
  • Diospyros virginiana var. pubescens Nutt., nome storico
  • Diospyros virginiana subsp. mosieri (Small) A.E.Murray, nome storico
  • Diospyros mosieri Small, nome storico
  • Diospyros virginiana f. pumila E.J.Palmer & Steyerm., nome storico

Due razze cromosomiche caratterizzano il loto americano: una tetraploide con 60 cromosomi, più meridionale, e una esaploide con 90 cromosomi, più settentrionale. Per il frutticoltore questa distinzione conta più del lungo elenco di sinonimi: la grande maggioranza dei cultivar commerciali con nome appartiene alla razza esaploide. 8 1

Habitat e distribuzione

Dal Connecticut e dalla Florida meridionale l’areale nativo si estende verso ovest fino a Texas, Oklahoma, Kansas e Iowa. L’albero colonizza boschi radi e asciutti, radure calcaree, incolti e campi abbandonati, su un’ampia gamma di suoli. 5 2

Il fittone, profondo già nelle piantine, spiega la tolleranza alla siccità e ai suoli urbani compattati una volta che l’albero è attecchito. La stessa radice rende delicati i trapianti tardivi: se viene recisa all’espianto, la ripresa rallenta o viene impedita. Gli esemplari vecchi emettono polloni radicali e talvolta formano piccoli boschetti clonali ai margini dei boschi. 3

Fuori dagli Stati Uniti, il loto americano è soprattutto coltivato nei frutteti o nelle collezioni, in particolare in Francia, Italia e Giappone. In questi tre paesi il cachi, più sensibile al freddo, viene per lo più innestato sulle radici rustiche del loto americano anziché coltivato su radici proprie. 4

Ciclo e riproduzione

In maggio e giugno si aprono i fiori. La specie è per lo più dioica, con fiori maschili e femminili su piante separate, benché esistano esemplari occasionalmente poligami. Senza una pianta maschile vicina, una femmina isolata può fiorire ogni anno senza produrre frutti, salvo la scelta di un cultivar partenocarpico come 'Ennis'. 3 2

Da settembre a dicembre maturano i frutti, attraverso un processo chimico indipendente dal freddo. Contrariamente a una credenza diffusa, il gelo non è necessario per renderli commestibili e ne accelera soprattutto il rammollimento. Finché la polpa resta soda è aspra per i tannini condensati; quando diventa molto molle e quasi traslucida, acquista dolcezza. 8 2

Dopo stratificazione a freddo i semi germinano in uno–sei mesi, dando piante di sesso e qualità variabili che iniziano a fruttificare in 4–9 anni. L’innesto su semenzali della stessa specie conserva il cultivar e anticipa il primo raccolto a circa 3 anni. 4 3

Usi e rischi

A maturità il frutto si consuma fresco, in confetture, pane o gelato. I semi tostati hanno fornito ai coloni un surrogato del caffè, mentre le foglie, ricche di vitamina C, si preparavano in tisana. La corteccia interna veniva usata tradizionalmente per gargarismi contro il mal di gola. 4

Il frutto maturo non è tossico per l’uomo e gli animali domestici. Il rischio documentato riguarda il frutto acerbo, ricco di tannini: ingerirne grandi quantità, soprattutto nel cavallo, aumenta il rischio di bezoari, masse di tannini coagulati capaci di ostruire stomaco o intestino e provocare gravi coliche. I frutti che persistono sull’albero d’inverno, accessibili agli animali al pascolo, sono la principale origine dei casi segnalati. 6

Duro e a grana fine, il legno viene impiegato nella tornitura e per piccoli oggetti. Il durame, vero ebano, si sviluppa solo dopo circa un secolo e non viene sfruttato commercialmente. Nelle regioni troppo fredde per il cachi, Diospyros kaki, i suoi cultivar si innestano soprattutto sulle radici rustiche del loto americano. 8 4

Varietà, confusioni e piante affini

Fra i cultivar a qualità costante figurano 'Early Golden', antico riferimento di gusto, 'Meader', autofertile anche senza pianta maschile, 'Prok', che perde presto l’astringenza, ed 'Ennis', partenocarpico e privo di semi. 4

Il confronto più frequente è con Diospyros kaki, il cachi asiatico: i suoi frutti misurano 5–8 cm, molto più dei 2–5 cm di Diospyros virginiana. Prima della fruttificazione un giovane esemplare selvatico può essere confuso anche con i susini selvatici degli stessi margini boschivi. Per distinguerli, la corteccia a scacchiera del loto americano resta più affidabile del solo aspetto di foglie e rami.

Fonti principali

Domande frequenti

Bisogna aspettare il gelo per mangiare i frutti del loto americano?

No, è una semplificazione. La maturazione è un processo chimico indipendente dal freddo; il gelo accelera soprattutto il rammollimento, da cui nasce la credenza popolare. Un frutto molto molle e quasi traslucido è commestibile anche senza gelate precedenti.

Il frutto acerbo del loto americano è pericoloso?

Non è tossico in senso chimico, ma è molto ricco di tannini astringenti. Un’ingestione massiccia di frutti acerbi espone soprattutto il cavallo al rischio di bezoari, masse di tannini coagulati che possono ostruire il tubo digerente.

Perché il mio loto americano non produce mai frutti?

La specie è per lo più dioica, con fiori maschili e femminili su piante separate. Un esemplare isolato può essere maschile: serve allora una pianta femminile vicina, oppure un cultivar autofertile come Meader.

Qual è la differenza tra loto americano e cachi?

Diospyros virginiana produce frutti molto più piccoli, di 2–5 cm di diametro, contro i 5–8 cm di Diospyros kaki. Viene spesso usato come portinnesto rustico per coltivare il cachi in regioni troppo fredde per quest’ultimo.

Perché alcuni loti americani hanno 60 cromosomi e altri 90?

La specie comprende due razze con diversa ploidia: una tetraploide con 60 cromosomi, più meridionale, e una esaploide con 90 cromosomi, più settentrionale. La grande maggioranza dei cultivar con nome appartiene alla razza esaploide.

Si può trapiantare un loto americano già attecchito?

È rischioso. Il profondo fittone si recide facilmente durante l’espianto, compromettendo l’attecchimento. È meglio mettere un giovane esemplare direttamente nella posizione definitiva.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.