Frangola (Frangula alnus, )
La Frangola (Frangula alnus) è un arbusto deciduo delle Rhamnaceae, diffuso nell’Europa temperata e nell’Asia occidentale. Priva di spine, si riconosce per il legno giallo vivo sotto la corteccia nerastra e vive nelle siepi umide, nelle torbiere boscate e lungo i corsi d’acqua. La corteccia, a lungo raccolta come lassativo, è fortemente purgativa quando è fresca e viene impiegata soltanto dopo un anno di essiccazione.
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Taken Feb 18, 2017 by Yoan MARTIN (cc-by-sa)
Taken Aug 17, 2011 by Tela Botanica − Yoan MARTIN (cc-by-sa)
Taken Jul 11, 2012 by Tela Botanica − Yoan MARTIN (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Frangula alnus comprende l’Europa temperata fino al 68° parallelo in Scandinavia, la Siberia centrale e lo Xinjiang cinese a est, il Marocco settentrionale, la Turchia e il Caucaso a sud. Introdotta in Nord America nel XIX secolo come arbusto da siepe, si è ampiamente naturalizzata e forma oggi boscaglie localmente invasive.
- Autoctona6
- Invasiva2
- Francia
- Regno Unito
- Germania
- Svizzera
- Russia
- Marocco
- Stati Uniti
- Canada
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Frangola (Frangula alnus Mill., 1768) è nota anche con il nome internazionale Alder buckthorn ed è un arbusto deciduo del genere Frangula, nella famiglia delle Rhamnaceae. Carl von Linné la descrisse inizialmente nel 1753 come Rhamnus frangula; Philip Miller la separò da Rhamnus nel 1768 sulla base dei fiori ermafroditi a cinque petali, ben diversi dai fiori dioici a quattro elementi di quel genere. 1 10
Il termine Frangula deriva dal latino frangere, rompere, e richiama il legno particolarmente fragile dell’arbusto; l’epiteto alnus rimanda agli ambienti ripariali spesso condivisi con l’ontano. L’origine del nome francese bourdaine resta incerta: il Centre national de ressources textuelles et lexicales lo riconduce a un’alterazione dell’antico normanno borzaine, senza scegliere fra le diverse ipotesi. 10 9
Riconoscimento
Il portamento arbustivo o da piccolo albero deciduo è accompagnato dall’assenza di spine, un carattere immediato per distinguerla dallo spino cervino (Rhamnus cathartica), che invece è spinoso. Senza potatura raggiunge comunemente 2–6 m, con esemplari segnalati fino a 7 m; nelle siepi potate regolarmente supera di rado 3 m. 2 4
Sotto la corteccia esterna bruno scura o nerastra, punteggiata di piccole lenticelle chiare, si trova legno giallo limone. Un piccolo taglio permette di distinguerla dalla maggior parte degli arbusti di siepe vicini, nei quali la superficie incisa rimane pallida o brunastra. 7 10
Le lamine alterne e ovali misurano 3–7 cm, hanno margine intero, non dentato, e 7–12 paia di nervature secondarie ben incavate. I minuscoli fiori stellati, di 3–5 mm, bianco verdastri e a cinque petali, si aprono in piccoli gruppi all’ascella delle foglie da maggio a luglio. Le bacche di 6–10 mm passano dal verde al rosso e infine al nero violaceo; spesso sullo stesso ramo compaiono insieme diversi stadi di maturazione. 7 10
Tassonomia utile
POWO/WCVP riconosce Frangula alnus Mill. come nome accettato. Il nome precedente Rhamnus frangula L. resta in uso soprattutto in farmacognosia, dove la corteccia essiccata è indicata come Cortex Frangulae. Fra i sinonimi principali figurano:
- Rhamnus frangula L. (sinonimo scientifico)
- Frangula dodonei Ard. ex Soldano (sinonimo scientifico)
- Frangula vulgaris Hill (sinonimo scientifico)
La distinzione fra Rhamnus e Frangula, a lungo confusi, poggia su tre caratteri osservabili. In Rhamnus i fiori sono dioici e tetrameri e i rami spesso spinosi; in Frangula sono ermafroditi e pentameri, con rami sempre privi di spine. Cambia anche l’inserzione delle foglie: opposte nel primo genere, alterne nel secondo. 10
Habitat e distribuzione
Dall’Europa quasi intera l’areale nativo di Frangula alnus arriva al 68° parallelo in Scandinavia, a est alla Siberia centrale e allo Xinjiang cinese, a sud al Marocco settentrionale, alla Turchia e al Caucaso. In Francia metropolitana cresce quasi ovunque, tranne nelle zone strettamente mediterranee e in Corsica, fino a 1.000 m di altitudine. 1 6
I suoli preferiti sono acidi o neutri, freschi o intrisi d’acqua: siepi umide, margini di torbiere boscate, boschi di ontani e salici, rive di corsi d’acqua e stagni. La tolleranza ai ristagni temporanei, poco comune negli arbusti da siepe, spiega la presenza frequente presso le zone umide. 7 3
L’introduzione nordamericana risale al XIX secolo, quando la Frangola veniva piantata nelle siepi. Gli uccelli, mangiando le bacche e disperdendo i semi, ne hanno favorito la naturalizzazione e la diffusione. Oggi è considerata invasiva nel nord-est e nel Midwest degli Stati Uniti, dove le boscaglie dense ostacolano la rinnovazione delle foreste native. 4
Ciclo e riproduzione
Da maggio a luglio, secondo il clima, si susseguono i fiori. A differenza dello spino cervino, dioico, la Frangola produce fiori ermafroditi, impollinati dagli insetti, soprattutto dalle api: ciascun fiore può quindi autofecondarsi o ricevere polline da un fiore vicino, senza richiedere un individuo del sesso opposto. 10
Fra la fine dell’estate e l’autunno le bacche maturano passando dal verde al rosso e al nero violaceo; ciascuna contiene generalmente due o tre semi bruni. Gli uccelli che mangiano i frutti assicurano gran parte della dispersione, anche ben oltre l’areale nativo. 10
In vivaio si moltiplica per semina con stratificazione fredda in autunno oppure per talea di ramo semilegnoso in estate. La talea riproduce fedelmente la pianta madre e radica più rapidamente; la semina germina più lentamente, ma produce individui geneticamente diversi e generalmente vigorosi su terreno umido. 3
Usi e rischi
La corteccia è impiegata da secoli in farmacopea come lassativo blando, dopo essiccazione e invecchiamento di almeno un anno. Fresca è fortemente purgativa e può provocare intensi dolori addominali. L’effetto dipende dal contenuto di antrachinoni, pari al 3–7%, che stimola la parete del colon circa 8–12 ore dopo l’ingestione. 3
Le bacche acerbe sono tossiche per ingestione per le persone e per i cani, con vomito e disturbi digestivi. Il carbone ricavato dal legno è stato a lungo ricercato per la polvere da sparo grazie alla combustione rapida e regolare. 2 10
Nelle siepi campestri su terreno umido la Frangola ospita inoltre il bruco della cedronella (Gonepteryx rhamni), farfalla per la quale è una delle poche piante nutrici europee. 4
Varietà, confusioni e piante affini
Dalla specie derivano diverse cultivar ornamentali. ‘Asplenifolia’ ha foglie finemente incise, simili a felci, senza relazione con una variegatura. ‘Columnaris’, detta tallhedge buckthorn, ha portamento fastigiato stretto, apprezzato nelle siepi schermanti compatte; ‘Fine Line’, venduta anche come ‘Ron Williams’ e ottenuta incrociando le due precedenti, unisce portamento colonnare e fogliame inciso. 8
Lo spino cervino, Rhamnus cathartica, è la specie con cui la Frangola viene confusa più spesso. Ha rami spinosi, foglie opposte finemente dentate e nervature curve verso l’apice; la Frangola ha invece foglie alterne e intere. I fiori dioici a quattro petali completano le differenze riconoscibili sul campo. I due arbusti condividono tuttavia la famiglia e proprietà purgative simili; anche le bacche che anneriscono a maturità si assomigliano, alimentando una confusione storica fra nomi vernacolari vicini. 10
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Frangula alnus Mill.
- Royal Horticultural Society, Frangula alnus (alder buckthorn)
- Plants For A Future, Frangula alnus
- NC State Extension, Frangula alnus
- IUCN Red List, Frangula alnus valutazione
- INPN, Frangula alnus Mill., 1768 (Frangola)
- Info Flora, Frangula alnus Mill.
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Frangula alnus 'Asplenifolia'
- CNRTL, etimologia del nome francese bourdaine
- Wikipedia (EN), Frangula alnus
Domande frequenti
La Frangola è tossica?
Sì, per ingestione. La corteccia fresca e le bacche acerbe sono fortemente purgative sia per le persone sia per i cani. La corteccia essiccata e invecchiata un anno diventa un lassativo blando, a lungo impiegato in farmacopea.
Come distinguere la Frangola dallo spino cervino?
Rhamnus cathartica ha rami spinosi, foglie opposte con nervature curve e fiori dioici a quattro petali. La Frangola non ha mai spine, ha foglie alterne e fiori ermafroditi a cinque petali.
Perché l’interno della corteccia è giallo?
Un piccolo taglio nella corteccia esterna nerastra rivela un legno interno giallo limone. Il contrasto immediato tra corteccia scura e legno chiaro è uno dei caratteri più affidabili per riconoscerla sul campo.
Dove cresce spontaneamente la Frangola?
Vive nelle siepi umide, nelle torbiere boscate, nei boschi di ontani e salici e lungo corsi d’acqua o stagni, su suoli acidi o neutri. In Francia è presente quasi ovunque tranne nelle aree strettamente mediterranee e in Corsica.
La Frangola è invasiva?
Non in Europa, dove è nativa. Introdotta in Nord America nel XIX secolo come arbusto da siepe, è divenuta invasiva nel nord-est e nel Midwest degli Stati Uniti; gli uccelli che mangiano le bacche ne disperdono i semi.
Si può usare la corteccia come lassativo?
Tradizionalmente sì, ma solo dopo essiccazione e invecchiamento per almeno un anno. Fresca è fortemente purgativa e causa intensi dolori addominali; l’uso medicinale resta regolamentato e limitato nel tempo.
Quali cultivar ornamentali esistono?
‘Asplenifolia’ ha foglie finemente incise, ‘Columnaris’ un portamento fastigiato stretto, detto tallhedge buckthorn; ‘Fine Line’, ottenuta incrociando le due precedenti, unisce portamento colonnare e fogliame inciso.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




