Lablab (Lablab purpureus, )
Lablab (Lablab purpureus) è una leguminosa rampicante delle Fabaceae, originaria dell'Africa subsahariana e oggi coltivata nelle regioni tropicali e subtropicali. Unica specie del genere Lablab, fornisce alimenti, foraggio e sovescio e viene usata come copertura ornamentale su sostegni.
Leggi di piùLablab, Dolico egiziano e Hyacinth bean
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Distribuzione mondiale
L'areale nativo comprende l'Africa subsahariana, soprattutto orientale e australe, con popolazioni riferite anche a Capo Verde, Madagascar e India. L'antica domesticazione e la coltivazione rendono incerta l'origine di alcune popolazioni, in particolare indiane. Altrove è soprattutto seminata volontariamente, pur naturalizzandosi localmente nelle aree tropicali incolte.
- Autoctona4
- Introdotta1
- Kenya
- Madagascar
- India
- Capo Verde
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Lablab (Lablab purpureus (L.) Sweet, 1826), detto anche dolico egiziano, è una leguminosa rampicante delle Fabaceae e l'unica specie del suo genere. Linneo la descrisse inizialmente in Dolichos; Robert Sweet la trasferì nel 1826 a un genere distinto, dando origine alla combinazione scientifica attuale. 1 7
Le denominazioni cambiano molto fra regioni: nelle aree francofone si incontrano dolique lablab, pois antaque alla Réunion e pois boucoussou; in inglese è noto come Hyacinth bean. Il nome del genere deriva dall'arabo lablāb, riferito a piante rampicanti, e descrive bene il suo modo di crescere avvolgendosi ai sostegni. 7
Riconoscimento
Fusti volubili spesso sfumati di porpora si avvolgono a qualunque sostegno disponibile e possono raggiungere 6 m in una stagione. Le foglie sono trifogliate, con ampie foglioline appuntite, verdi oppure velate di violetto secondo la cultivar. Il portamento rampicante e la struttura delle foglie aiutano a riconoscerlo prima della fioritura. 3 6
I racemi eretti portano fiori dal bianco al porpora intenso, passando per il rosa, con un profumo leggero. Producono baccelli appiattiti, verdi o porpora scuro e lunghi alcuni centimetri; all'interno si trovano fino a 4 semi ovali con un ilo bianco ben visibile. L'ilo è il segno lasciato dal punto di attacco del seme. 2 3
In una pianta già stabilita, il fittone può scendere oltre 2 m. Questa radice profonda permette al lablab di raggiungere riserve idriche non accessibili alle radici superficiali e contribuisce alla sua resistenza durante i periodi asciutti. 8
Tassonomia utile
Un genere monotypico riunisce qui tutta la diversità della pianta: Lablab purpureus è la sola specie riconosciuta di Lablab, benché sottospecie e varietà abbiano ricevuto nomi distinti. Per leggere le denominazioni botaniche più frequenti sono utili questi riferimenti:
- Dolichos lablab L., basionimo usato nella prima descrizione di Linneo
- Lablab purpureus subsp. bengalensis (Jacq.) Verdc., denominazione sottospecifica
- Lablab purpureus subsp. uncinatus Verdc., forma selvatica più vicina alle popolazioni spontanee africane
- Dolichos purpureus L., altro nome storico
Il nome accettato Lablab purpureus rimane il riferimento più stabile. I numerosi sinonimi raccontano soprattutto la storia di un genere a lungo associato a Dolichos, senza indicare altrettante specie botaniche distinte. 1 5
Habitat e distribuzione
L'Africa subsahariana, soprattutto orientale e australe, costituisce l'area d'origine, con popolazioni riferite anche a Capo Verde, Madagascar e India. Una domesticazione molto antica rende difficile definire con certezza la provenienza di alcune popolazioni, specialmente quelle indiane. L'ampia coltivazione complica quindi la distinzione fra origine e diffusione successiva. 1 4
Fuori da questo areale è quasi ovunque una pianta seminata volontariamente. Talvolta si naturalizza in zone tropicali incolte e ai margini dei sentieri, senza diventare per questo una seria infestante. Alle Hawaii, per esempio, cresce anche fuori dalle colture senza che sia documentato un impatto importante. 3 6
Nei climi temperati una notte sotto 0 °C distrugge la pianta, impedendone la persistenza come rampicante perenne. Si coltiva quindi come annuale della stagione calda, seminata dopo le ultime gelate e fermata dal primo freddo. La sensibilità al gelo limita fortemente la possibilità di naturalizzazione in queste condizioni. 2
Ciclo e riproduzione
Dopo una semina in terreno caldo e senza più rischio di gelo, la germinazione richiede una o due settimane. La crescita diventa poi rapida: il fusto sale sul sostegno, si sviluppano le foglie trifogliate e compaiono i racemi. La fioritura dipende molto dal fotoperiodo, cioè dalla durata relativa del giorno e della notte. 8 3
I baccelli maturano in 70–120 giorni dalla semina, secondo cultivar e clima. Si possono raccogliere giovani come ortaggio verde oppure lasciare seccare sulla pianta per ottenere i semi. Rongai fiorisce abbondantemente solo quando il giorno scende sotto una certa durata; Highworth è stato invece selezionato per fiorire presto anche nelle stagioni brevi. 8
La propagazione avviene esclusivamente per seme. Se il terreno non contiene rizobi adatti, un inoculo specifico migliora la formazione dei noduli radicali e la fissazione dell'azoto. Il lablab, infatti, non stabilisce sempre un'associazione efficace con i ceppi spontanei presenti localmente. 8
Usi e rischi
Come alimento e foraggio, il lablab offre baccelli verdi da cucinare, semi secchi ricchi di proteine e fogliame per il bestiame. I noduli radicali fissano l'azoto atmosferico, rendendolo utile per il sovescio. Sui terreni in pendenza la copertura densa delle foglie contribuisce inoltre a proteggere il suolo dall'erosione. 3 8
Semi e baccelli crudi contengono glicosidi cianogenici, capaci di liberare quantità importanti di cianuro. È necessaria una cottura completa, cambiando più volte l'acqua per i semi secchi, per eliminare questi composti e rendere la pianta commestibile per le persone e per il bestiame. Il consumo crudo non equivale quindi all'uso alimentare dopo la corretta preparazione. 4 6
L'impiego ornamentale sfrutta la capacità di rivestire pergole, reti e tutori: in una sola stagione si forma una cortina fitta di fiori e baccelli porpora. Questa funzione decorativa si affianca all'uso alimentare tradizionale, con una scelta di cultivar spesso orientata al colore. 2
Varietà, confusioni e piante affini
Rongai, tardivo e foraggero, con fiori bianchi e semi marrone chiaro, fu introdotto dal Kenya in Australia nel 1962 per il foraggio. Highworth, precoce e volubile, con fiori porpora e semi neri a ilo bianco, arrivò dall'India nel 1973 per produrre semi. Ruby Moon è invece una selezione ornamentale con fiori e baccelli porpora intenso. 8 2
Le somiglianze più frequenti riguardano altre leguminose rampicanti coltivate nell'orto o per ornamento:
- Vigna unguiculata produce baccelli molto più lunghi e cilindrici di quelli appiattiti del lablab;
- Clitoria ternatea porta fiori blu vivaci, diversi dai fiori bianchi, rosa o porpora del lablab;
- Phaseolus vulgaris ha un fiore simile ma un baccello più stretto, senza la colorazione porpora che caratterizza fusti e frutti di molte forme di lablab.
Per confermare l'identificazione conviene osservare insieme il baccello appiattito, l'ilo bianco evidente dei semi e il fusto spesso porpora. Questa combinazione distingue meglio Lablab purpureus del solo aspetto rampicante o del colore di un fiore. 3 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Lablab purpureus (L.) Sweet
- Royal Horticultural Society, Lablab purpureus - hyacinth bean
- North Carolina State Extension, Lablab purpureus
- Plants For A Future, Lablab purpureus
- USDA PLANTS Database, Lablab purpureus (L.) Sweet
- Useful Tropical Plants Database, Lablab purpureus
- INPN / MNHN, Lablab purpureus (L.) Sweet, 1826
- Tropical Forages, Lablab purpureus cultivar comparison
Domande frequenti
Il lablab è tossico?
Semi e baccelli crudi contengono glicosidi cianogenici che possono liberare cianuro se ingeriti in quantità importanti. Una cottura completa, cambiando più volte acqua per i semi secchi, elimina questi composti e li rende commestibili.
È indispensabile cuocere bene i semi?
Sì. I semi secchi non cotti concentrano la maggiore quantità di composti cianogenici della pianta. Occorrono un ammollo prolungato e una cottura completa prima del consumo, sia umano sia del bestiame.
Che differenza c’è tra Rongai e Highworth?
Rongai è tardivo, a fiori bianchi e portamento eretto, selezionato in Kenya per il foraggio. Highworth è precoce e volubile, con fiori porpora e semi neri, selezionato nel sud dell’India per produrre semi dove il gelo arriva presto.
Resiste alla siccità?
Sì, una volta ben attecchito. Il fittone può superare due metri di profondità e raggiunge acqua lontano dalla superficie, permettendo alla pianta di affrontare stagioni decisamente secche.
Quando seminare il lablab nei climi temperati?
Semina a dimora dopo ogni rischio di gelata, quando il suolo supera 15 °C, generalmente in maggio. La pianta teme il gelo e una semina precoce espone le piantine a un freddo letale.
Con quali piante si può confondere?
Soprattutto con altre leguminose rampicanti, come Vigna unguiculata dai baccelli allungati e Clitoria ternatea dai fiori blu vivaci. Il baccello appiattito e il seme con ilo bianco evidente aiutano a riconoscere il lablab.
Da dove proviene il lablab?
L'areale nativo si trova nell'Africa subsahariana, soprattutto orientale e meridionale, con popolazioni riferite anche a Capo Verde, Madagascar e India. La coltivazione lo ha poi diffuso nelle regioni tropicali e subtropicali.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







