Cocco di mare (Lodoicea maldivica, )
Cocco di mare (Lodoicea maldivica) è l’unica specie vivente del genere Lodoicea, della famiglia Arecaceae. Endemica di Praslin e Curieuse, nelle Seychelles, questa palma produce il seme più grande e pesante del regno vegetale. A lungo fu attribuita per errore alle Maldive, sulle cui spiagge si arenavano le sue noci trasportate dal mare.
Leggi di piùCocco di mare, Coco de mer, Double coconut e Sea coconut
Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.
Pieno sole da adulto, mezz’ombra tollerata da giovane





© foto
(c) Hua Wan, some rights reserved (CC BY-NC), uploaded by Hua Wan · cc-by-nc
Wikimedia Commons · CC BY-SA or Public Domain
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Lodoicea maldivica è limitato alle isole di Praslin e Curieuse, nelle Seychelles. La specie esisteva anche sugli isolotti vicini di St Pierre, Chauve-Souris e Île Ronde, dove era scomparsa prima di una recente reintroduzione. Altrove cresce soltanto come esemplare piantato nelle collezioni dei giardini botanici tropicali, senza popolazioni naturalizzate.
- Autoctona2
- Praslin (Seychelles)
- Curieuse (Seychelles)
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Cocco di mare (Lodoicea maldivica (J.F.Gmel.) Pers., 1807), noto anche come coco de mer, è l’unica specie vivente del genere Lodoicea, della famiglia Arecaceae. Il nome può trarre in inganno: la pianta non cresce alle Maldive. Molto prima che i botanici ne individuassero gli alberi alle Seychelles, le noci trasportate dalle correnti si arenavano sulle spiagge maldiviane. 1 7
Il soprannome francese cocofesse descrive l’aspetto del frutto maturo: i due lobi saldati ricordano una figura umana. Rimane però un soprannome, privo di precisione botanica. Soltanto il nome scientifico Lodoicea maldivica permette di distinguere senza ambiguità questo seme da una comune noce di cocco rinvenuta su una spiaggia. 7
Riconoscimento
Un tronco unico ed eretto sostiene il cocco di mare. La base bulbosa si inserisce in una cavità rocciosa naturale di circa 75 cm di diametro, stabilizzando l’albero per decenni. Da adulto raggiunge normalmente 20–30 m; negli esemplari maggiori sono stati misurati fino a 34 m. 2 3
Le foglie a ventaglio, costapalmate, sono fra le più grandi del regno vegetale: 7–10 m di lunghezza e circa 4,5 m di larghezza, sostenute da un robusto picciolo. Il seme bilobato rende inconfondibile la specie: misura 40–50 cm di diametro e pesa abitualmente 15–25 kg, un primato ineguagliato nelle altre piante. Nessun’altra grande palma a ventaglio produce semi bilobati paragonabili; quando è visibile il frutto, l’identificazione non lascia dubbi. 2 4
Tassonomia utile
Commerson descrisse il genere Lodoicea, poi validato nel 1800; oggi vi è riconosciuta una sola specie. Prima che l’uso si stabilizzasse circolarono tuttavia diversi nomi:
- Lodoicea sechellarum Labill., nome storico della specie;
- Lodoicea callypige Comm. ex J.St.Hil.
- Lodoicea sonneratii (Giseke) Baill.
L’epiteto maldivica, nato dalla credenza nell’origine maldiviana, è stato conservato per priorità di pubblicazione anche dopo la correzione dell’areale. Nella nomenclatura botanica il primo nome validato mantiene la precedenza, persino quando contiene un errore geografico riconosciuto in seguito. Il riferimento resta pertanto il nome accettato Lodoicea maldivica. 1 4
Habitat e distribuzione
Praslin e Curieuse, nelle Seychelles, ospitano l’areale strettamente endemico della specie. La palma cresce su pendii granitici fra le rocce affioranti più antiche del mondo, fino a circa 500 m. Esisteva anche sui vicini isolotti di St Pierre, Chauve-Souris e Île Ronde, dove era scomparsa prima di una recente reintroduzione. 4 3
Nella Vallée de Mai, a Praslin, si concentra il nucleo della popolazione spontanea. Il sito è patrimonio mondiale UNESCO dal 1983. Riceve circa 1.600 mm di pioggia all’anno, con temperature medie di 24–26 °C: un clima tropicale costantemente umido, senza una vera stagione secca marcata. 8 4
La riserva ospita anche le altre cinque palme endemiche delle Seychelles ed è l’unico luogo al mondo in cui le sei specie crescono insieme. Questa convivenza giustifica da sola il riconoscimento del sito, al di là del particolare interesse suscitato dal cocco di mare. 8
Ciclo e riproduzione
Con sessi portati da individui distinti, il cocco di mare è dioico. Le infiorescenze maschili, lunghi amenti che possono superare 2 m, liberano polline per quasi dieci anni; i fiori femminili solitari sono fra i più grandi di tutte le palme. L’impollinazione coinvolge vento e animali, fra cui i gechi endemici del genere Phelsuma. 2 7
La germinazione richiede uno o due anni. Un picciolo cotiledonare penetra nel terreno e prosegue orizzontalmente per diversi metri prima che si insedi la giovane radice, talvolta lontano dal frutto originario. Una volta formato, il frutto impiega invece sei–sette anni per completare la maturazione. 4 2
Occorrono diversi decenni per raggiungere la maturità sessuale. Alcuni esemplari vivrebbero per secoli, conservando a lungo la capacità di fruttificare. La lentezza della crescita rende quasi impossibile la coltivazione in vaso: senza il volume di suolo profondo necessario per ancorare il picciolo cotiledonare, la piantina rimane allo stadio giovanile e non avvia la formazione del tronco. 4
Usi e rischi
Intrecciate, le foglie servono per coprire tetti e realizzare stuoie o cappelli; il guscio svuotato del frutto diventa un recipiente o una coppa. La parte interna del seme, gelatinosa nel frutto giovane, viene talvolta consumata in zuppa. La reputazione afrodisiaca, priva di prove scientifiche, alimentò un antico commercio di gusci incastonati di pietre preziose per le corti reali. 4 2
Nessun dato classifica il cocco di mare come tossico per l’uomo o gli animali. Il rischio riguarda soprattutto la pianta: l’IUCN la considera in pericolo, con appena 8.000 individui maturi selvatici circa, minacciati dagli incendi e dalla raccolta illegale dei semi. Un decreto di gestione delle Seychelles del 1995 disciplina rigorosamente il commercio delle noci. 6 2
La richiesta dei turisti supera ampiamente l’offerta autorizzata: ogni anno decine di migliaia di visitatori scoprono la Vallée de Mai, mentre la raccolta di noci su licenza rimane limitata a una frazione di quel numero. Il divario alimenta un mercato parallelo che le autorità delle Seychelles cercano di contenere. 7
Varietà, confusioni e piante affini
Due lobi caratterizzano quasi sempre il frutto bilobato. Esistono anche forme a tre lobi, rare e ricercate dai collezionisti. Nessuna di queste variazioni costituisce una specie o una varietà botanica distinta: tutte appartengono a Lodoicea maldivica. 5
Il nome comune avvicina talvolta il cocco di mare alla palma da cocco (Cocos nucifera), benché appartengano a generi del tutto distinti. Nella Vallée de Mai convive con altre palme endemiche, come Phoenicophorium borsigianum, senza una stretta parentela ma con un portamento comparabile da sottobosco tropicale. 7
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Lodoicea maldivica (J.F.Gmel.) Pers.
- Royal Botanic Gardens Kew, cocco doppio - il seme più grande del mondo
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Lodoicea maldivica
- Pl@ntUse / PROTA, Lodoicea maldivica
- Encyclopaedia Britannica, cocco di mare
- IUCN Red List, valutazione di Lodoicea maldivica
- Monaco Nature Encyclopedia, l’incredibile Lodoicea maldivica e la Vallée de Mai
- UNESCO World Heritage Centre, riserva naturale della Vallée de Mai
Domande frequenti
Il cocco di mare viene davvero dalle Maldive?
No. Il nome maldivica ricorda un’antica credenza nata dalle noci arenate sulle spiagge maldiviane. La specie è in realtà endemica delle Seychelles e cresce spontanea soltanto a Praslin e Curieuse.
Il cocco di mare è tossico?
Nessun dato lo classifica come tossico per l’uomo o gli animali domestici. In alcune isole il seme è stato tradizionalmente consumato in zuppa.
Perché il cocco di mare è tanto protetto?
L’IUCN lo classifica in pericolo, con circa 8.000 individui maturi allo stato selvatico. Dal 1995 un decreto delle Seychelles disciplina rigorosamente il commercio delle noci per limitare la raccolta illegale.
Quanto tempo impiega il cocco di mare a fruttificare?
La maturità sessuale arriva solo dopo diversi decenni; una volta formato, il frutto richiede altri sei–sette anni per maturare completamente.
Si può coltivare il cocco di mare in casa?
In pratica no. Crescita estremamente lenta, radici profonde e dimensioni adulte considerevoli ne fanno una pianta riservata ai grandi giardini botanici tropicali, inadatta alla coltivazione domestica.
Che differenza c’è fra cocco di mare e noce di cocco?
Appartengono entrambi alle Arecaceae, ma a generi distinti. Il cocco di mare produce un seme bilobato molto più grande e pesante della noce della palma da cocco, Cocos nucifera.
Il cocco di mare cresce anche fuori dalle Seychelles?
Alcuni esemplari sono coltivati nei giardini botanici tropicali, soprattutto in Sri Lanka, Thailandia e Singapore, ma non esistono popolazioni naturalizzate fuori dall’areale nativo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



