Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium, L. 1753)

Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium) è una biennale delle Asteraceae originaria dell’Europa e dell’Asia occidentale, dalla penisola iberica al Kazakhstan e all’Himalaya occidentale. Il feltro bianco lanoso gli conferisce un aspetto argenteo; il robusto fusto ha ali continuamente spinose e grandi capolini globosi porpora. È il cardo araldico scozzese nella tradizione popolare, pur non essendo originario delle isole britanniche.

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Nome scientificoOnopordum acanthium
GenereOnopordum
OrdineAsterales

Onopordo tomentoso, Onopordo acanzio, Cotton thistle e Scotch thistle

Identità
Tossicità
Nessuna tossicità nota per ingestione; spine meccanicamente irritanti
Impegno di cura
Alto
Tipo di pianta
Biennale · Rosetta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Biennale
Paese d'origine
FranciaSpagnaGreciaKazakistan
Habitat
Incolti, margini stradali, pascoli abbandonati e suoli disturbati, azotati e asciutti o calcarei, al sole
Stagionalità
Fioritura
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Rosetta al primo anno, fiori giugno-settembre al secondo, poi muore (monocarpico)
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Fusto spesso e largamente alato, buona tenuta al vento nonostante l’altezza
Umidità
30–60 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo calcareo, Suolo drenato, Suolo povero, Suolo perturbato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Pieno sole; tollera una leggera ombra
Esterno
Bordo della strada, Prateria, Verde controllato, Bordo del campo
Aspetto
Altezza150–300 cmLarghezza50–150 cm
Foglie
VerdeBianco
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — foglie 1
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — foglie 2
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — foglie 3
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — foglie 4
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — foglie 5
Fiori
ViolaRosaDimensioni2.5–6 cm
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — fiori 1
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — fiori 2
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — fiori 3
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — fiori 4
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — fiori 5
Frutti
MarroneDimensioni0.4–0.6 cm
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — frutti 1
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — frutti 2
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — frutti 3
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — frutti 4
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — frutti 5
Portamento
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — portamento 1
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — portamento 2
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — portamento 3
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — portamento 4
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeBianco
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — corteccia 1
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — corteccia 2
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — corteccia 3
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — corteccia 4
Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

Il WCVP colloca l’areale nativo di Onopordum acanthium in Europa e Asia occidentale, dalla penisola iberica allo Xinjiang e all’Himalaya occidentale, con un’estensione all’Africa nordoccidentale; comprende la Francia metropolitana. Oggi la specie è naturalizzata nella maggior parte dei continenti, con popolazioni particolarmente estese negli Stati Uniti e in Australia.

  • Autoctona4
  • Introdotta3
  • Invasiva2
  • Francia metropolitana
  • Spagna
  • Grecia
  • Kazakhstan
  • Regno Unito
  • Canada
  • Nuova Zelanda
  • Stati Uniti
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Onopordo tomentoso (Onopordum acanthium L., 1753), detto anche onopordo acanzio, è una biennale del genere Onopordum, famiglia delle Asteraceae. Il nome del genere viene dal greco onos, asino, e perdesthai, emettere peti: secondo la tradizione, gli asini che brucano questa pianta avrebbero abbondanti flatulenze, un’etimologia rustica tramandata dall’antichità. 5 1

L’epiteto acanthium deriva dal greco akantha, spina, e richiama i margini delle foglie e le brattee dell’involucro, tutti armati di punte rigide. Il nome francese chardon aux ânes, cardo degli asini, riflette lo stesso ambiente pastorale: il ricettacolo carnoso e la base delle brattee, ricchi di inulina, venivano tradizionalmente dati agli asini. 4 6

Nella tradizione popolare l’onopordo tomentoso è il cardo araldico della Scozia, associato alla leggenda dell’invasore vichingo tradito da una spina sotto il piede nudo. Non è però originario delle isole britanniche: alcuni botanici attribuiscono questo ruolo a Cirsium vulgare, realmente presente in Scozia, mentre Onopordum acanthium vi è stato introdotto in seguito. 5

Riconoscimento

Il carattere più immediato per distinguerlo dagli altri cardi europei è il feltro bianco lanoso che ricopre l’intera pianta, foglie e fusto compresi. Questa copertura gli dà un colore argenteo uniforme e spiega i nomi inglesi Cotton thistle e woolly thistle. 5 2

L’altezza abituale è di 1,5–3 m. Il fusto robusto, spesso fino a 10 cm alla base, presenta lungo tutta l’altezza ampie ali fogliari spinose continue di 2–3 cm. Le foglie, larghe 10–50 cm, sono profondamente lobate e bordate di lunghe spine rigide. 5 2

I capolini globosi misurano 2,5–6 cm di diametro. I fiori tubulosi, dal porpora al rosa, sono circondati da numerose brattee spinose; la fioritura si estende da giugno a settembre. 6 2

Tassonomia utile

Per Plants of the World Online Onopordum acanthium L. è il nome accettato e la specie tipo del genere Onopordum, entrambi pubblicati da Linneo in Species Plantarum nel 1753. Il World Checklist of Vascular Plants riconosce diversi taxa infraspecifici, utili per un’identificazione precisa sul campo:

  • Onopordum acanthium subsp. gautieri (Rouy) R.C.V.Douin, localizzata nei Pirenei centrali e orientali
  • Onopordum acanthium subsp. gypsicola Gonz.Sierra & al., descritta dalla Spagna
  • Onopordum acanthium subsp. ceretanum (Sennen) Arènes, anch’essa pirenaica
  • Onopordum acanthium var. araneosotomentosum (Rech.f.) Parsa, descritta dall’Iran

1 Questi taxa regionali condividono il portamento generale della specie, ma occupano areali limitati: la subsp. gautieri cresce soltanto nei Pirenei centrali e orientali. Per un’identificazione affidabile al di fuori di queste zone, la sottospecie tipo acanthium resta il riferimento, poiché occupa la maggior parte dell’areale. 5

Habitat e distribuzione

L’areale originario indicato dal WCVP comprende Europa e Asia occidentale, dalla penisola iberica allo Xinjiang e all’Himalaya occidentale, con un’estensione all’Africa nordoccidentale e inclusa la Francia metropolitana. La specie colonizza incolti, margini dei sentieri, pascoli abbandonati e suoli disturbati ricchi di azoto, sempre in pieno sole. 1 5

Alla fine del XIX secolo fu introdotta come ornamentale fuori dall’areale nativo. Ha formato popolazioni particolarmente estese negli Stati Uniti e in Australia ed è oggi registrata in quasi cinquanta paesi. Nello Utah la superficie occupata è più che triplicata in otto anni: da circa 6 070 ettari in 17 contee nel 1981 a oltre 22 540 ettari in 22 contee nel 1989. 7 8

Le popolazioni fitte costituiscono una barriera quasi invalicabile per persone e bestiame. Riducono l’accesso ai pascoli e causano perdite economiche agli allevatori delle regioni invase. 7

Ciclo e riproduzione

Lo sviluppo è biennale e strettamente monocarpico. I semi germinano soprattutto in autunno: il processo dipende dalla luce e riesce meglio vicino alla superficie del terreno. Si forma una rosetta spinosa e lanosa, senza fusto fiorale, con una radice a fittone che supera i 30 cm di profondità già nel primo anno. 5 3

Trascorso l’inverno in rosetta, lo stelo si sviluppa nella primavera successiva e fiorisce da giugno a settembre. Una sola pianta può produrre fra 8 400 e 40 000 semi, dispersi dal vento grazie al pappo piumoso. 5

Nel terreno i semi interrati rimangono vitali da 7 a 20 anni. Questa persistenza spiega perché un solo intervento di sfalcio o estirpazione non sia mai sufficiente a eliminare una popolazione insediata. 5

Usi e rischi

Il ricettacolo fiorale si prepara come sostituto del carciofo, benché piccolo e laborioso da pulire; i giovani fusti pelati sostituiscono il cardo. I semi contengono circa il 25% di olio commestibile, senza un rischio tossico documentato per ingestione. 3

In passato la medicina tradizionale impiegava il succo contro tumori e ulcere e il decotto di radice come astringente. La pianta fiorita entrava anche in preparati cardiotonici. Studi recenti hanno esplorato un’attività contro il glioblastoma, ma ciò non costituisce un impiego medico accertato. 3 5

Il rischio concreto è meccanico: le spine rigide di fusto, foglie e brattee irritano pelle e muso del bestiame, che evita la pianta al pascolo. Questo rifiuto ne favorisce la diffusione: la vegetazione concorrente scompare e nuove rosette si insediano sul terreno disturbato. 2 7

Controllo e confusioni

Sfalciare o estirpare allo stadio di rosetta è più efficace che intervenire dopo lo sviluppo dello stelo. In alternativa, tagliare i capolini appena imbruniscono impedisce la dispersione dei semi col vento. Anche gli erbicidi agiscono meglio sulla rosetta che dopo la fioritura; occorrono comunque più anni di trattamento, perché la banca di semi persiste nel terreno. 7

I risultati della lotta biologica sono contrastanti. Il punteruolo dei capolini Rhinocyllus conicus, introdotto per il controllo, è diventato a sua volta invasivo; il punteruolo del colletto Trichosirocalus horridus mostra invece risultati promettenti in Australia. 7

La confusione più comune riguarda Cirsium vulgare. In Onopordum acanthium il feltro bianco lanoso copre tutta la pianta, fusto compreso; in Cirsium vulgare resta sulla pagina inferiore delle foglie e le ali spinose del fusto sono molto più strette. Anche Carduus nutans, dal portamento ricadente e dai capolini solitari, e Silybum marianum, con foglie marmorizzate di bianco ma non lanose, possono essere confusi allo stadio di rosetta. 5

Fonti principali

Domande frequenti

L’onopordo tomentoso è tossico per cani e gatti?

Non è documentata tossicità per ingestione nel cane, nel gatto o nell’uomo. Il rischio concreto è meccanico, dovuto alle spine rigide su tutto il fusto e sulle foglie.

L’onopordo tomentoso è davvero il simbolo della Scozia?

È la tradizione più diffusa, legata alla leggenda del soldato vichingo tradito da una spina sotto il piede nudo. La specie non è però originaria delle isole britanniche; alcuni botanici attribuiscono questo ruolo a Cirsium vulgare, realmente presente in Scozia.

Come distinguere Onopordum acanthium da Cirsium vulgare?

In Onopordum acanthium il feltro bianco lanoso copre tutta la pianta, fusto compreso; in Cirsium vulgare resta sulla pagina inferiore delle foglie. Anche le ali spinose del fusto sono molto più larghe nell’onopordo tomentoso.

L’onopordo tomentoso è commestibile?

In parte sì. Il ricettacolo fiorale si prepara come sostituto del carciofo, i giovani fusti pelati sostituiscono il cardo e i semi forniscono un olio commestibile, con un contenuto di circa il 25%.

Perché l’onopordo tomentoso è invasivo negli Stati Uniti e in Australia?

Introdotto come ornamentale alla fine del XIX secolo, ha formato vaste popolazioni in assenza dei nemici naturali dell’areale d’origine. Nello Utah la superficie colonizzata è passata da circa 6 070 ettari nel 1981 a oltre 22 540 ettari nel 1989.

Quanto rimangono vitali i semi nel terreno?

I semi interrati possono restare vitali da 7 a 20 anni. Per questo un solo anno di sfalcio o estirpazione non basta mai a eliminare una popolazione insediata.

Quando intervenire per limitarne la diffusione?

La fase di rosetta, prima dello sviluppo dello stelo fiorale, è il momento più efficace. In alternativa, sfalciare o rimuovere i capolini prima dell’apertura impedisce la dispersione degli acheni con il vento.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.