Jabuticaba (Plinia cauliflora, (Mart.) Kausel 1956)

La Jabuticaba (Plinia cauliflora) è un albero da frutto sempreverde delle Myrtaceae, nativo del Brasile sudorientale e della Bolivia orientale. La caratteristica caulifloria fa nascere fiori e frutti a grappoli direttamente sul tronco e sui grossi rami, anziché sui rami dell’anno.

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Nome scientificoPlinia cauliflora
GenerePlinia
OrdineMyrtales

Jabuticaba, Jaboticaba, Jaboticabeira e Brazilian grapetree

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
BrasileBolivia
Habitat
Margini e sottobosco della foresta atlantica, nelle pianure alluvionali e fino a media quota
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
3/10
Tempo di maturazione
Primo raccolto dopo 8–15 anni da seme, circa 7 da innesto o margotta
Propagazione
Semina, Talea aerea, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata, sensibile agli spruzzi marini e al vento salmastro
Umidità
55–85 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole o leggera mezz’ombra
Interno
Veranda, Serra calda
Esterno
Frutteto, Aiuola a pieno sole
Vasi
Vasca profonda, Grande bacino
Aspetto
Altezza200–1200 cmLarghezza300–1400 cm
Foglie
VerdeRosa
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — foglie 1
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — foglie 2
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — foglie 3
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — foglie 4
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoCrema
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — fiori 1
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — fiori 2
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — fiori 3
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — fiori 4
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — fiori 5
Frutti
ViolaNero
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — frutti 1
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — frutti 2
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — frutti 3
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — frutti 4
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — frutti 5
Portamento
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — portamento 1
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — portamento 2
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — portamento 3
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — portamento 4
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — corteccia 1
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — corteccia 2
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — corteccia 3
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — corteccia 4
Jabuticaba (Plinia cauliflora): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo preciso di Plinia cauliflora resta discusso. Plants of the World Online lo colloca dalla Bolivia orientale al Brasile, dal Pernambuco al Paraná; diverse fonti orticole lo limitano invece agli stati brasiliani di Rio de Janeiro, Minas Gerais, Goiás e São Paulo, ai margini della foresta atlantica. Non è documentata una naturalizzazione invasiva fuori da questo territorio.

  • Autoctona2
  • Introdotta1
  • Brasile
  • Bolivia
  • Florida (Stati Uniti)

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

La Jabuticaba (Plinia cauliflora (Mart.) Kausel, 1956), nota anche come Jaboticaba, è un albero da frutto sempreverde del genere Plinia, nella famiglia delle Myrtaceae. Nella maggior parte degli alberi da frutto fiori e frutti nascono sui giovani rami; nella jabuticaba compaiono direttamente sul tronco e sulle branche principali. Questo fenomeno botanico si chiama caulifloria. 1 4

Carl Friedrich von Martius descrisse la specie nel 1823 con il nome Myrtus cauliflora. Dopo diversi cambiamenti di genere, Kausel la collocò in Plinia nel 1956. Il nome popolare deriva dal tupi îaboti, tartaruga, e kaba, radice interpretata dai dizionari anche come «grasso di tartaruga», alludendo alla polpa bianca del frutto. 2

Riconoscimento

Senza potatura, l’albero a crescita lenta raggiunge comunemente 10–12 m da adulto, con una chioma altrettanto ampia, fino a 14 m negli esemplari anziani. In contenitore o allevato a bonsai rimane molto più piccolo rispetto alla piena terra, un impiego diffuso a Taiwan e nelle Antille. 4

I fiori bianco giallastri nascono in piccoli gruppi direttamente sulla corteccia del tronco e dei rami. Seguono frutti rotondi dalla buccia spessa, da porpora a nera, di circa 2,5–4 cm di diametro. La polpa bianca o rosata, gelatinosa, avvolge da uno a quattro grossi semi duri. 4 3

Il portamento compatto e la fruttificazione direttamente sul legno distinguono la jabuticaba da gran parte degli alberi da frutto coltivati in Francia, nei quali fiori e frutti sono portati sui rami dell’anno. 5

Tassonomia utile

Alla denominazione accettata Plinia cauliflora sono ricondotti vari sinonimi. Alcuni hanno circolato a lungo come nomi di specie autonome prima di essere associati a questo taxon:

  • Myrtus cauliflora Mart., basionimo del 1823
  • Eugenia cauliflora (Mart.) DC., sinonimo botanico
  • Myrciaria cauliflora (Mart.) O.Berg, sinonimo botanico
  • Eugenia jaboticaba (Vell.) Kiaersk., nome della sinonimia
  • Myrciaria jaboticaba (Vell.) O.Berg, nome della sinonimia
  • Plinia jaboticaba (Vell.) Kausel, nome della sinonimia

Il nome commerciale «jaboticaba» comprende in realtà diverse specie vicine del genere Plinia, fra cui Plinia trunciflora, talvolta distinta come jaboticaba-café. Il riferimento affidabile resta il nome scientifico accettato, Plinia cauliflora, valutata a rischio minimo dalla IUCN nel 2019. 1 7

Habitat e distribuzione

Rimane discussa l’esatta origine geografica della jabuticaba. Plants of the World Online colloca l’areale nativo dalla Bolivia orientale al Brasile, dal Pernambuco al Paraná; le fonti orticole anglofone lo limitano piuttosto agli stati brasiliani di Rio de Janeiro, Minas Gerais, Goiás e São Paulo, ai margini della foresta atlantica. 1 3

Coltivata in Brasile fin dall’epoca precoloniale, la jabuticaba resta soprattutto un fruttifero da giardino e da piccolo frutteto. La polpa è molto deperibile e comincia a fermentare già tre o quattro giorni dopo il raccolto, riducendo quasi a nulla la presenza del frutto nel commercio internazionale. 4

Al di fuori del Brasile l’impiego è soprattutto ornamentale. Introdotta in Florida, dove tollera brevi gelate, fu sperimentata senza successo in California già nel 1904. È ampiamente diffusa come bonsai a Taiwan e coltivata in contenitore a Riunione e in Guadalupa. Non è documentata una naturalizzazione invasiva al di fuori dell’areale nativo. 4 5

Ciclo e riproduzione

In piena terra in Brasile la jabuticaba può fiorire e fruttificare fino a cinque–sei volte l’anno, quando il clima rimane caldo e umido in tutte le stagioni. I semi poliembrionici producono spesso 4–6 piantine da un solo seme, ma germinano lentamente e perdono presto la capacità germinativa quando si seccano. 6 4

Dalla semina al primo raccolto trascorrono otto–quindici anni; da innesto o margotta l’attesa si riduce a circa sette anni. L’innesto per approssimazione o a gemma e la margotta aerea rimangono gli unici metodi affidabili per riprodurre fedelmente una cultivar selezionata. 4

Usi e rischi

La produzione di frutti è l’utilizzo principale della jabuticaba. La polpa fresca si mangia tal quale, spremendo il frutto in bocca, oppure si trasforma in gelatina, succo, liquore e vino di jaboticaba. Quest’ultima è una tradizione radicata in Brasile e presso comunità di origine italiana che ne ricavarono un vino sostitutivo, in assenza di viti locali. 4

Non è documentata tossicità del frutto maturo per persone, gatti o cani; per i cavalli mancano invece dati sulla tolleranza. La cautela riguarda soprattutto la buccia del frutto, ricca di tannini astringenti: un decotto è tradizionalmente impiegato contro diarrea e infiammazioni, ma il consumo frequente e prolungato della sola buccia è sconsigliato. 4

Il limite principale della coltivazione è climatico. Sotto -3 °C i germogli giovani si danneggiano; la specie non tollera né il gelo prolungato né gli spruzzi salmastri. Nella Francia metropolitana viene perciò coltivata in contenitore da ricoverare in inverno, anziché lasciata in piena terra. 3 5

Varietà, confusioni e piante affini

Le selezioni brasiliane differiscono per dimensione e sapore dei frutti. Paulista ha frutti grandi e leggermente astringenti; Ponhema è molto produttiva e destinata soprattutto alle gelatine; Précoce fruttifica spesso, ma ha buccia sottile e poco resistente; Vermelha cresce bassa e produce frutti rosso vinoso. 4

La sabará è all’origine della confusione più comune e viene spesso venduta come la selezione più piantata in Brasile. Corrisponde a Plinia jaboticaba, posta in sinonimia botanica con Plinia cauliflora da alcuni autori, ma trattata come specie distinta, Myrciaria jaboticaba, da altri botanici brasiliani. Questa incertezza tassonomica spiega perché due jaboticabeiras simili possano avere nomi scientifici diversi a seconda dell’autore o dell’opera consultata. 1

Anche tre parenti stretti possono creare equivoci: Plinia trunciflora, la jaboticaba-café, produce frutti più piccoli; Plinia peruviana, la jaboticaba cabinho, ha un fusto più sottile; Myrciaria glazioviana, la jaboticaba gialla, dà frutti ambrati anziché porpora.

Il nome scientifico accettato, la caulifloria osservata direttamente e il frutto di circa 2,5–4 cm rimangono i riferimenti più affidabili per confermare Plinia cauliflora rispetto ai numerosi parenti accomunati dal nome popolare.

Fonti principali

Domande frequenti

La jabuticaba è tossica per gli animali?

Non è documentata tossicità del frutto maturo per persone, gatti o cani. La tolleranza dei cavalli rimane invece priva di dati nelle banche dati attuali. La buccia, ricca di tannini, va consumata con moderazione.

Perché i frutti della jabuticaba crescono sul tronco?

Il fenomeno si chiama caulifloria. Fiori e frutti nascono direttamente sulla corteccia del tronco e dei grossi rami, anziché sui rami dell’anno, come accade anche nel cacao.

Si può coltivare la jabuticaba nella Francia metropolitana?

Solo in contenitore, da ricoverare in inverno in veranda o serra calda. I germogli giovani si danneggiano già a -3 °C: la coltivazione in piena terra è esclusa fuori dai climi molto miti o dai territori tropicali d’oltremare.

Quanto tempo occorre per il primo raccolto?

Una pianta nata da seme impiega spesso 8–15 anni per fruttificare per la prima volta. L’innesto o la margotta abbreviano l’attesa a circa 7 anni.

Che differenza c’è tra jabuticaba e sabará?

La sabará, la selezione più piantata in Brasile, corrisponde a Plinia jaboticaba. Alcuni autori la pongono in sinonimia con Plinia cauliflora; altri la trattano come specie distinta, Myrciaria jaboticaba. Da qui i diversi nomi scientifici secondo la fonte.

Il frutto della jabuticaba è commestibile?

Sì. La polpa fresca si mangia tal quale oppure si trasforma in gelatina, succo o vino. Dopo il raccolto il frutto fermenta rapidamente, motivo della sua rarità lontano dalle zone di produzione.

Da dove viene il nome jaboticaba?

Deriva dal tupi îaboti, tartaruga, e kaba, interpretato secondo gli autori come «luogo delle tartarughe» o «grasso di tartaruga», con riferimento alla polpa bianca e grassa del frutto.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.