Spino cervino (Rhamnus cathartica, L. 1753)

Spino cervino (Rhamnus cathartica) è un arbusto o piccolo albero deciduo delle Rhamnaceae, originario di Europa, Africa nordoccidentale e Asia occidentale. I rami terminano spesso con una spina, le foglie sono subopposte e le bacche nere, fortemente purgative, spiegano l’epiteto cathartica. Introdotto come ornamentale in Nord America all’inizio dell’Ottocento, è oggi invasivo in diversi Stati e province.

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Nome scientificoRhamnus cathartica
GenereRhamnus
OrdineRosales

Spino cervino, Common buckthorn, European buckthorn e Purging buckthorn

Identità
Tossicità
Tossico per esseri umani, gatti e cani; frutti purgativi
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Arbusti · Siepe campestre
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaRegno UnitoMaroccoRussia
Habitat
Siepi, margini forestali, cespuglieti e boschi radi di querce e frassini su suoli spesso calcarei e asciutti
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Può fiorire a 3–5 anni; frutti solo sulle femmine impollinate
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, tollera posizioni esposte
Umidità
40–80 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo calcareo, Argilla, limo o sabbia
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Dal pieno sole alla mezz’ombra
Esterno
Siepe campestre, Terra piena
Aspetto
Altezza300–800 cmLarghezza200–400 cm
Foglie
VerdeGiallo
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — foglie 1
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — foglie 2
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — foglie 3
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — foglie 4
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — foglie 5
Fiori
VerdeGialloDimensioni0.4–0.5 cm
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — fiori 1
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — fiori 2
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — fiori 3
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — fiori 4
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — fiori 5
Frutti
NeroDimensioni0.6–0.8 cm
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — frutti 1
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — frutti 2
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — frutti 3
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — frutti 4
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — frutti 5
Portamento
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — portamento 1
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — portamento 2
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — portamento 3
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — portamento 4
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — corteccia 1
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — corteccia 2
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — corteccia 3
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — corteccia 4
Spino cervino (Rhamnus cathartica): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo va dalle isole Britanniche centrali al Marocco e, verso est, fino alla Siberia occidentale, allo Xinjiang e al Kirghizistan. Introdotto in Nord America come ornamentale all’inizio dell’Ottocento, è naturalizzato nella metà settentrionale del continente e invasivo in diverse regioni.

  • Autoctona4
  • Invasiva2
  • Francia
  • Regno Unito
  • Marocco
  • Russia occidentale
  • Stati Uniti
  • Canada

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Lo spino cervino (Rhamnus cathartica L., 1753) è un arbusto o piccolo albero deciduo del genere Rhamnus, nelle Rhamnaceae. Due caratteri aiutano a riconoscerlo sul terreno: una spina acuminata all’estremità dei rami e il legno interno arancio vivo sotto la corteccia grigia, visibile appena questa viene incisa. 1 3

L’epiteto cathartica deriva dal greco kathartikos, «che purifica», e descrive il potente effetto purgativo dei frutti neri. Il loro antico impiego medicinale contro la stitichezza è oggi abbandonato per la mancanza di un dosaggio sicuro. 4

In francese «nerprun» può designare diverse specie del genere con bacche nere; l’aggettivo «purgatif» precisa quella qui descritta. I nomi inglesi common buckthorn e purging buckthorn richiamano rispettivamente l’ampia diffusione nordamericana e il medesimo antico impiego lassativo. Queste denominazioni straniere possono comparire nella letteratura sulla specie. 9

Riconoscimento

Un cespuglio fitto o un piccolo albero isolato raggiunge generalmente 3–8 m di altezza e 2–4 m di larghezza. La spina terminale, presente su quasi tutti i rami dell’anno, distingue visivamente lo spino cervino dalla frangola (Frangula alnus), la specie affine con cui viene confuso più spesso e che ne è completamente priva. 2 3

Le lamine fogliari sono ellittiche o ovali, lunghe 5–7 cm, disposte in modo subopposto, con margine finemente dentato e 3–5 paia di nervature arcuate verso l’apice. Sotto la corteccia grigia, una scalfittura rivela il legno arancio vivo: è un carattere osservabile tutto l’anno, anche senza fiori o frutti. 3 4

La specie è dioica e produce piccoli fiori verde giallastro poco appariscenti, riuniti all’ascella delle foglie da aprile a giugno. Una femmina isolata, senza impollinazione da parte di un maschio, non fruttifica. Le drupe tonde di circa 6–8 mm passano dal verde al nero a fine estate e spesso persistono per parte dell’inverno. 3 2

Tassonomia utile

La tassonomia di POWO accetta Rhamnus cathartica L., con la varietà autonima var. cathartica e la seconda varietà accettata var. caucasica Kusn., propria delle popolazioni del Caucaso e dell’Iran nordoccidentale. Molti altri nomi pubblicati durante le revisioni del genere rimangono oggi in sinonimia:

  • Rhamnus davurica (Pall.) Maxim., nome in sinonimia
  • Rhamnus coriacea Regel, nome in sinonimia
  • Rhamnus sylvatica (J.Serres) Nyman, nome in sinonimia
  • Rhamnus repens Hartm., nome in sinonimia
  • Rhamnus seravschanica Kom., nome in sinonimia

Il riferimento stabile per identificare il taxon resta il binomio completo, Rhamnus cathartica L. Nomi come «nerprun» e «buckthorn» comprendono anche altre specie affini, alcune delle quali, come la frangola, sono prive di spine e non presentano un effetto purgativo paragonabile. 1

Habitat e distribuzione

Dalle isole Britanniche centrali al Marocco e verso est fino alla Siberia occidentale, allo Xinjiang e al Kirghizistan si estende l’areale originario: Europa, Africa nordoccidentale e Asia occidentale temperata. In queste regioni lo spino cervino colonizza siepi campestri, margini forestali, cespuglieti e boschi radi di querce e frassini, su suoli spesso calcarei e asciutti. 9 4

L’introduzione nordamericana come ornamentale e frangivento risale all’inizio del XIX secolo. Oggi la specie è naturalizzata nella metà settentrionale del continente e classificata invasiva in diversi Stati del Nordest, Midwest e Ovest statunitense, oltre che in Ontario e Québec. La dispersione dei semi da parte degli uccelli che mangiano le bacche e la formazione di cespuglieti densi soffocano la rinnovazione autoctona e favoriscono questa rapida espansione. 5

Ciclo e riproduzione

Da aprile a giugno, secondo il clima, si svolge la fioritura. Fiori maschili e femminili crescono su piante separate: senza un maschio vicino, una femmina isolata può fiorire ogni anno senza fruttificare. I frutti maturano a fine estate e diventano neri in settembre-ottobre, rimanendo spesso sui rami per parte dell’inverno. 3

In Nord America lo spino cervino è anche l’ospite primario invernale dell’afide della soia (Aphis glycines). Qui l’insetto compie la riproduzione sessuata prima di migrare in primavera verso le colture di soia. Nelle zone agricole interessate l’arbusto diventa quindi un oggetto di sorveglianza. 7

La moltiplicazione avviene soprattutto per semina, dopo alcuni mesi di stratificazione fredda, oppure per talea. Dopo il taglio la pianta ricaccia inoltre vigorosamente dalla ceppaia: questa capacità contribuisce al suo successo invasivo e rende il solo abbattimento insufficiente a descriverne la risposta. 4

Usi e rischi

Gli impieghi storici di frutti maturi e corteccia erano quelli di un purgante violento. Le fonti ricordano infusi e assunzioni di 8–15 frutti maturi prima del pasto, pratiche oggi abbandonate per assenza di un dosaggio sicuro e da escludere nei bambini. Dosi elevate provocano diarrea e vomito; un’assunzione continuata oltre 10 giorni può causare perdita di potassio. Questi usi storici non costituiscono indicazioni di consumo. 4

I frutti sono tossici per gatti e cani se ingeriti, con un rischio maggiore per animali giovani e bambini che possono scambiarli per bacche commestibili. In Nord America si sospetta inoltre un effetto allelopatico sul suolo forestale, che ostacolerebbe la germinazione degli alberi autoctoni sotto la chioma. 5

Varietà, confusioni e piante affini

Non risultano selezioni orticole di rilievo per questa specie; l’impiego ornamentale è marginale e sconsigliato dove il carattere invasivo è accertato. La confusione più frequente riguarda la frangola (Frangula alnus), affine ma senza spine, con foglie intere alterne e frutti privi dello stesso marcato effetto purgativo. 1

Biancospino comune (Crataegus monogyna), prugnolo (Prunus spinosa) e corniolo sanguinello (Cornus sanguinea) condividono l’ambiente delle siepi europee senza somigliare strettamente allo spino cervino. Per confermare Rhamnus cathartica sul terreno restano particolarmente utili la spina terminale dei rami e il legno arancio sotto la corteccia.

Fonti principali

Domande frequenti

Lo spino cervino è tossico?

Sì. I frutti fortemente purgativi causano diarrea e vomito se ingeriti in quantità e sono tossici per gatti e cani. L’antico impiego lassativo è oggi abbandonato per la mancanza di un dosaggio sicuro.

Perché Rhamnus cathartica è invasivo in Nord America?

Introdotto come ornamentale all’inizio dell’Ottocento, si è naturalizzato grazie ai semi dispersi dagli uccelli e alla capacità di formare cespuglieti densi che soffocano la rinnovazione delle specie autoctone.

Come si distingue lo spino cervino dalla frangola?

La frangola (Frangula alnus) non ha spine e presenta foglie intere alterne. Rhamnus cathartica ha invece rami terminanti in una spina e foglie finemente dentate disposte in modo subopposto.

Da dove viene il nome cathartica?

Deriva dal greco kathartikos, «che purifica», e richiama il forte effetto purgativo dei frutti. Carl von Linné attribuì questo nome alla specie nel 1753.

Lo spino cervino è autoctono in Francia?

Sì. È parte della flora nativa delle siepi e dei margini boschivi calcarei francesi; questo stato va distinto dal carattere invasivo in Nord America.

Quale legame ha con l’afide della soia?

In Nord America è l’ospite primario invernale di Aphis glycines. L’insetto vi svolge la fase di riproduzione sessuata prima di migrare in primavera verso le colture di soia.

Si può ancora piantare lo spino cervino in giardino?

Nelle regioni dove è invasivo la piantagione è sconsigliata e può essere regolamentata. In Europa, dove è autoctono, resta poco commercializzato come ornamentale.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.