Salak (Salacca zalacca, )
La Salacca zalacca è una palma spinosa delle Arecaceae dal fusto molto corto o sotterraneo, originaria di Sumatra meridionale e di Giava sudoccidentale, in Indonesia. Coltivata in tutto il Sudest asiatico per i frutti commestibili a maturità, rivestiti di scaglie bruno rossastre, forma fitti cespi di polloni e porta fiori maschili e femminili su piante distinte.
Leggi di piùSalak, Frutto serpente, Sala e Snake fruit
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Taken May 2, 2018 by Daniel Barthelemy (cc-by-nc)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo della Salacca zalacca è limitato al sud di Sumatra e al sudovest di Giava, in Indonesia. La specie viene ampiamente coltivata fuori da quest’area, in tutto il Sudest asiatico insulare e continentale, come importante coltura frutticola commerciale.
- Autoctona1
- Introdotta1
- Indonesia
- Malaysia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Salacca zalacca (Salacca zalacca (Gaertn.) Voss, 1895), chiamata anche salak e frutto serpente, è una palma spinosa del genere Salacca, nelle Arecaceae. Raggiunge 2–7 m da adulta nonostante il fusto corto, talvolta interamente sotterraneo. Senza un tronco visibile forma un fitto cespo di lunghe fronde, con un portamento tozzo che la distingue subito dalle palme a fusto slanciato dello stesso sottobosco. 2 4
Il soprannome del frutto richiama la buccia matura, rivestita di scaglie bruno rossastre sovrapposte che ricordano la pelle di un serpente. Frutto serpente corrisponde all’inglese snake fruit, il riferimento più diffuso fuori dall’Indonesia. 4
Riconoscimento
Ogni pollone del cespo rimane corto e tozzo. Le fronde pennate misurano 3–7 m; sia i piccioli sia le guaine portano lunghe spine nere, con un rischio di ferite per chi si avvicina senza guanti. 4 3
Le foglioline strette e lanceolate sono verde scuro sulla pagina superiore e verde argenteo su quella inferiore. Il contrasto aiuta a riconoscere questa specie fra le altre palme spinose del sottobosco. 4
I frutti crescono in grappoli fitti vicino al suolo, mentre la maggior parte delle altre palme da frutto produce in alto. Ogni frutto, da ovoidale a tondeggiante, misura 5–10 cm ed è coperto da scaglie sovrapposte, che passano dal bruno rossastro al rosso scuro a piena maturità. 4 3
Tassonomia utile
La denominazione Salacca zalacca (Gaertn.) Voss è accettata da POWO/WCVP. Questa combinazione del 1895 si basa sul basionimo Calamus zalacca Gaertn., pubblicato già nel 1791, quando la specie era ancora assegnata ai rattan del genere Calamus. 1 2
Nella letteratura orticola e scientifica circolano ancora diversi sinonimi:
- Calamus salakka Willd. ex Steud.
- Salacca edulis Reinw.
- Salacca blumeana Mart.
- Salacca rumphii Wall., nome illegittimo
- Salacca zalacca var. amboinensis (Becc.) Mogea
Il nome Salacca edulis persiste nella letteratura più degli altri quattro sinonimi: uno studio di riferimento sulla maturazione del cultivar Pondoh lo impiega ancora nel 2002, oltre un secolo dopo il basionimo e molto tempo dopo il suo passaggio in sinonimia. 6 5
Habitat e distribuzione
Sumatra meridionale e Giava sudoccidentale delimitano l’areale nativo, in Indonesia: qui la specie colonizza foreste tropicali di pianura e zone paludose. 2 4
Fuori da questo areale ristretto la Salacca zalacca è diventata un’importante coltura frutticola in tutto il Sudest asiatico. In Indonesia, oltre Sumatra e Giava, e in Malaysia, Thailandia, Filippine e Singapore si coltivano interi frutteti. La pianta richiede un clima equatoriale costante, con precipitazioni annue fra 1.700 e 3.100 mm: sotto questa soglia la crescita si indebolisce e la fruttificazione cala nettamente. 3 7
Ciclo e riproduzione
La separazione dei sessi caratterizza questa palma dioica: i fiori maschili e femminili si sviluppano su piante distinte, senza essere riuniti sullo stesso individuo. L’infiorescenza maschile, lunga 50–100 cm, porta 4–12 spighe con fiori rossastri tubolari a sei stami. Quella femminile misura invece 20–30 cm e porta solo una o tre spighe, con fiori giallo verdi all’esterno e rosso scuro all’interno. 4
Se mancano impollinatori naturali sufficienti nelle vicinanze, i fiori femminili spesso abortiscono per mancata fecondazione. I produttori li impollinano allora a mano: una sola pianta maschile basta per una decina di piante femminili. Fa eccezione il cultivar balinese, che porta entrambi i tipi di fiore sullo stesso individuo, una biologia fiorale unica nel genere. 3
Nel cultivar Pondoh il frutto completa la maturazione in 5–6 mesi dopo l’impollinazione. Durante questo periodo lo zucchero dominante passa dal saccarosio al glucosio e al fruttosio, cambiano i composti aromatici e la polpa diventa da soda a morbida. 6
La semina è il metodo di moltiplicazione più frequente: un seme fresco germina in un intervallo che va da pochi giorni a diversi mesi, secondo l’umidità del substrato. La divisione dei polloni radicati rimane però l’unico metodo affidabile per conservare i caratteri di un cultivar come Pondoh o Bali. 4 3
Usi e rischi
Il consumo fresco è l’uso principale del frutto pienamente maturo, quando le scaglie si staccano facilmente dalla polpa bianca e croccante. Il frutto ancora acerbo, acido e astringente, entra invece in insalate piccanti, sottaceti e preparazioni candite. 3
Non è documentata tossicità alimentare per l’uomo né per i comuni animali domestici. Il rischio concreto è meccanico: le numerose spine nere di piccioli e guaine fogliari provocano facilmente ferite, tanto che i produttori indossano sempre guanti per maneggiare la pianta. 3
Le fibre dei piccioli servono tradizionalmente a intrecciare stuoie, mentre le foglie possono coprire tetti rustici. Sono due impieghi secondari rispetto alla produzione commerciale dei frutti, che rimane di gran lunga l’utilizzo prevalente della palma. 3
Varietà, confusioni e piante affini
Tre cultivar dominano il commercio: il Pondoh, originario di Sleman presso Yogyakarta, dalla polpa asciutta, dolce e poco astringente; il Bali, unica forma monoica nota del genere; e il Gula Pasir, una varietà balinese ritenuta la più dolce, talvolta fermentata per produrre vino di salak. 3
Nel genere Salacca si trovano specie affini come Salacca affinis e Salacca wallichiana, dai frutti commestibili simili ma raramente commercializzati fuori dal Sudest asiatico. Sui mercati è possibile confonderle con i rattan spinosi dei generi Calamus o Daemonorops: queste palme rampicanti condividevano un tempo la classificazione con Salacca, prima che una revisione tassonomica le separasse nettamente. 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Salacca zalacca (Gaertn.) Voss
- International Plant Names Index, Salacca zalacca (Gaertn.) Voss
- Plants For A Future, Salacca zalacca
- NParks Flora & Fauna Web (Singapore), Salacca zalacca
- Integrated Taxonomic Information System (ITIS), Salacca zalacca
- Supriyadi et al., 2002, Journal of Agricultural and Food Chemistry, maturazione del salak cv. Pondoh
- USDA-ARS GRIN Global, scheda tassonomica di Salacca zalacca
Domande frequenti
La Salacca zalacca è tossica per gatti e cani?
Non è documentata una tossicità alimentare del frutto. Il rischio concreto deriva dalle numerose spine nere dei piccioli e delle guaine fogliari, che feriscono facilmente al contatto.
Perché la mia Salacca zalacca non produce mai frutti?
La Salacca zalacca è dioica: i fiori maschili e femminili si trovano su piante distinte. Senza una pianta maschile vicina l’impollinazione naturale spesso fallisce; i produttori impollinano allora a mano i fiori femminili.
Si può mangiare la buccia del salak?
No. La buccia a scaglie, coriacea, si toglie sempre prima di mangiare la polpa. Solo i semi giovani del cultivar Pondoh vengono talvolta consumati, un’eccezione limitata a questa precisa varietà.
Qual è la differenza fra salak Pondoh e salak Bali?
Il Pondoh, originario di Sleman presso Yogyakarta, ha polpa asciutta, dolce e poco astringente. Il Bali si distingue soprattutto per la biologia fiorale: è l’unica forma monoica nota nel genere Salacca.
Da dove viene il nome frutto serpente?
È la traduzione dell’inglese snake fruit, ispirato alla buccia del frutto ricoperta di scaglie bruno rossastre sovrapposte, simili a quelle di un serpente.
La Salacca zalacca può crescere in casa in clima temperato?
Solo in una serra calda e umida mantenuta sopra 12 °C, con elevata umidità atmosferica. Un normale ambiente domestico, anche luminoso, rimane troppo asciutto e fresco per questa specie.
Quanto impiega un salak a maturare?
Nel cultivar Pondoh la maturazione completa richiede circa 5–6 mesi dall’impollinazione, con un cambiamento progressivo degli zuccheri e della consistenza della polpa, da soda a morbida.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.

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