Jamun (Syzygium cumini, )
Syzygium cumini è un albero da frutto sempreverde delle Myrtaceae, originario del subcontinente indiano e dell’Asia sudorientale. Il frutto, detto jamun, passa dal verde al nero violaceo a piena maturità e combina un sapore dolce, acidulo e astringente. Introdotto in numerose regioni tropicali, l’albero vi è talvolta coltivato, talvolta considerato invasivo.
Leggi di piùJamun e Java plum






© foto
(c) sea-kangaroo, some rights reserved (CC BY-NC-ND), uploaded by sea-kangaroo · cc-by-nc-nd
tlaloc27 · cc-by
Ben Machado · cc-by-nc
Taken Nov 13, 2021 by Alberto D'São Pedro (cc-by-sa)
Taken Oct 10, 2020 by katia goudkova (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Syzygium cumini comprende il subcontinente indiano e l’Asia sudorientale, fino all’Indonesia e al Queensland settentrionale in Australia secondo POWO. Introdotto alle Hawaii dal 1870 e in Florida dal 1911, l’albero si è poi diffuso nella maggior parte delle regioni tropicali e subtropicali del mondo, spesso ben oltre il proprio areale originario.
- Autoctona4
- Introdotta2
- Invasiva3
- India
- Sri Lanka
- Indonesia
- Australia (Queensland)
- Florida (Stati Uniti)
- Brasile
- Hawaii (Stati Uniti)
- Polinesia francese
- Nuova Caledonia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Syzygium cumini ((L.) Skeels, 1912) è un albero da frutto sempreverde delle Myrtaceae, appartenente al genere Syzygium. Linneo lo descrisse nel 1753 come Myrtus cumini; Skeels lo trasferì al genere Syzygium nel 1912, ossia 159 anni dopo. 1 6
Il frutto, detto jamun, dà il nome comune alla specie nella maggior parte delle lingue dell’Asia meridionale. Il nome francese jamelonier deriva dal portoghese jambolão, a sua volta ripreso da un nome vernacolare indiano di questo frutto scuro e carnoso. Si incontra anche il nome internazionale Java plum. 4
La tradizione induista paragona la carnagione scura di Krishna al colore del frutto maturo. Il subcontinente indiano fu inoltre a lungo chiamato jambudvîpa, «isola del jambu», in riferimento all’antica abbondanza della specie. 8
Riconoscimento
Un tronco spesso diviso vicino al suolo in più fusti secondari sostiene questo grande albero a crescita rapida, che raggiunge comunemente 10–30 m secondo il clima. La corteccia è ruvida e grigio scuro alla base, mentre diventa liscia e grigio chiaro più in alto sul tronco. 2 3
Le foglie opposte, coriacee e lucide misurano 5–25 cm secondo l’età del ramo. Da giovani sono rosate e odorano di trementina, poi diventano verde scuro brillante. I fiori, larghi soltanto 4–6 mm, sono profumati per attirare gli insetti impollinatori; bianchi all’apertura, virano al rosa pallido prima di cadere, lasciando soltanto i numerosi stami. 2
Durante la maturazione il frutto cambia nettamente colore: inizialmente verde, passa al rosa e poi al rosso vivo, fino al nero violaceo della piena maturità. La polpa dolce, lievemente acidula e astringente colora la lingua di chi la mangia. 4 2
Tassonomia utile
Dal greco syzygos, «unito a coppie», deriva il nome del genere Syzygium. Richiama la disposizione opposta delle foglie nella maggior parte delle sue specie, fra cui numerosi alberi dei chiodi di garofano e specie affini produttrici di frutti. 6
I principali sinonimi botanici da conoscere sono:
- Eugenia jambolana Lam., sinonimo botanico
- Eugenia cumini (L.) Druce, sinonimo botanico
- Syzygium jambolanum (Lam.) DC., sinonimo botanico
- Myrtus cumini L., nome originario
Il nome Eugenia jambolana ricorre ancora molto nella letteratura medica e farmacologica antica, soprattutto indiana, mentre il nome botanico accettato è Syzygium cumini. Confondere le due denominazioni non cambia l’identità della pianta, ma può rendere meno precisa una ricerca bibliografica. 1
Habitat e distribuzione
Dal subcontinente indiano e dall’Asia sudorientale l’areale nativo si estende fino all’Indonesia e, secondo POWO, al Queensland settentrionale australiano. La specie cresce spontaneamente nelle foreste tropicali umide di pianura, lungo le rive dei fiumi e nelle zone periodicamente inondate, dal livello del mare fino a circa 1.800 m. 1 2
L’albero fu introdotto alle Hawaii già nel 1870, poi in Florida dal 1911 per iniziativa dell’USDA. Si è successivamente diffuso nella maggior parte delle regioni tropicali e subtropicali del mondo, fra cui Brasile, Africa orientale, Caraibi e isole del Pacifico. 2
In diversi di questi territori, la crescita rapida e la dispersione dei semi da parte di uccelli e altri animali frugivori ne hanno fatto una specie invasiva. Alle Hawaii, nella Polinesia francese e in Nuova Caledonia forma popolamenti densi che frenano la rigenerazione della foresta nativa. 5
Ciclo e riproduzione
La primavera dell’emisfero in cui cresce porta la fioritura, seguita da una fruttificazione che si estende dall’inizio alla fine dell’estate secondo la regione e il clima locale. Un albero isolato può già fruttificare da solo; l’impollinazione delle api, in particolare Apis dorsata nei Ghati occidentali, migliora però l’allegagione e fornisce una parte importante del miele locale. 2
Dopo i fiori il frutto impiega due–tre mesi a maturare, con più raccolte successive. Il seme, perlopiù unico, perde rapidamente la capacità germinativa e va seminato fresco: in queste condizioni germina in due–quattro settimane. 2 3
In produzione un esemplare innestato inizia a fruttificare in quattro–sette anni, contro otto–dieci anni per una pianta nata da seme. Questo spiega la preferenza commerciale per l’innesto. I semi dispersi da uccelli, pipistrelli e scimmie assicurano anche un’abbondante rigenerazione naturale attorno alle piante madri, favorendo la diffusione spontanea fuori dal frutteto. 2
Usi e rischi
Il jamun maturo, nero violaceo, si consuma fresco oppure si trasforma in succo, confettura, aceto e, in alcune regioni, vino: la produzione di frutti è l’uso principale di Syzygium cumini. Il frutto immaturo è molto astringente e poco adatto al consumo diretto; prima di prepararlo può essere lasciato macerare in acqua salata. 2
Semi e corteccia vengono impiegati nella medicina tradizionale indiana contro diabete e disturbi digestivi. Sono documentati composti come acido ellagico e diversi flavonoidi, ma l’efficacia di questi usi rimane discussa nella letteratura scientifica. 7 La corteccia, ricca di tannini, era usata anche sulle ustioni: questa pratica è oggi sconsigliata, perché il tannino assorbito attraverso una ferita presenta un rischio documentato. Per gli animali domestici non è invece segnalata tossicità. 2
Il legno, denso e resistente all’acqua, serve tradizionalmente per traverse ferroviarie, bordi di pozzi e mobili rustici, nonostante la difficoltà di lavorazione. 2
Varietà, confusioni e piante affini
Nel commercio indiano prevalgono due tipi: Ra Jaman, a frutti grandi e dolci con polpa viola, e Kaatha, a frutti piccoli e acidi destinati soprattutto alla trasformazione. Anche cultivar nominate come Pharenda e Dabka circolano nelle collezioni frutticole tropicali, con una produttività giudicata regolare. 2
Prima di acquistare una giovane pianta conviene verificare se sia innestata. Un esemplare innestato fruttifica in quattro–sette anni, contro otto–dieci per una pianta da seme, e garantisce un frutto conforme alla varietà dichiarata. 2
Il genere Syzygium comprende diverse centinaia di specie, alcune con frutti scuri simili. Rispetto al solo colore del frutto, un riferimento più affidabile resta il nome scientifico accettato, Syzygium cumini, insieme alla tipica forma ricurva del frutto e al suo sapore, che accompagna l’annerimento della lingua.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Syzygium cumini (L.) Skeels
- Morton, J., Fruits of Warm Climates, Jambolan, Purdue University NewCROP
- Plants For A Future, Syzygium cumini
- INPN, scheda di Syzygium cumini (jamelonier, jamblon)
- IUCN Global Invasive Species Database, Syzygium cumini
- Integrated Taxonomic Information System, Syzygium cumini (L.) Skeels
- Ayyanar & Subash-Babu, PMC, composti fitochimici e usi tradizionali di Syzygium cumini
- Wikipedia in inglese, Syzygium cumini, significato culturale e religioso in India
Domande frequenti
Syzygium cumini è tossico?
Non è segnalata tossicità per gli animali domestici. La corteccia è però ricca di tannini: il loro uso medicinale prolungato, soprattutto sulle ferite, è oggi sconsigliato, perché il tannino assorbito presenta un rischio documentato.
Il frutto di Syzygium cumini è commestibile?
Sì. Il jamun si consuma fresco quando è nero violaceo oppure viene trasformato in succo, confettura, aceto o vino secondo le regioni. Il frutto immaturo è molto astringente e poco adatto al consumo diretto.
Perché Syzygium cumini è considerato invasivo in altre regioni?
Introdotto alle Hawaii, nella Polinesia francese e in Nuova Caledonia, l’albero forma popolamenti densi che ostacolano la rigenerazione della foresta nativa. La crescita rapida e la dispersione dei semi da parte della fauna spiegano questa diffusione.
Quanto tempo occorre per ottenere i frutti?
Un esemplare innestato fruttifica in quattro–sette anni, contro otto–dieci anni per un albero nato da seme. L’innesto rimane quindi il metodo preferito nella produzione commerciale.
Da dove viene il nome scientifico Syzygium cumini?
Linneo descrisse la specie nel 1753 come Myrtus cumini; Skeels la trasferì al genere Syzygium nel 1912. L’epiteto cumini richiama il cumino, probabilmente per il profumo aromatico di alcune parti della pianta.
Quale clima è adatto a Syzygium cumini?
L’albero richiede un clima tropicale o subtropicale caldo, nelle zone USDA 10–12. Cresce dal livello del mare fino a circa 1.800 m di quota, ma oltre i 600 m fruttifica ormai poco.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







