Pride of Barbados (Caesalpinia pulcherrima, (L.) Sw. 1791)

Caesalpinia pulcherrima è un arbusto spinoso delle Fabaceae originario dell'America tropicale. I fiori rossi e gialli, quasi continui nei climi caldi, ne hanno fatto il fiore nazionale di Barbados e un'ornamentale molto diffusa, benché i fusti siano muniti di aculei e la pianta risulti tossica per gli animali domestici.

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Nome scientificoCaesalpinia pulcherrima
GenereCaesalpinia
OrdineFabales

Pride of Barbados e Peacock flower

Identità
Tossicità
Da verificare : umani, inclusi bambini · Tossico : gatti, cani, cavalli e animali
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Semisempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
MessicoBarbados
Habitat
Boscaglie e margini aridi, suoli disturbati, siepi e giardini; molto coltivata fuori dall’areale nativo
Benefici ecologici
Attira attivamente colibrì e farfalle impollinatrici
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstateAutunno
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Prima fioritura già nel primo anno nei climi caldi
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata, arbusto basso meno esposto al vento di un albero
Umidità
40–80 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo leggero e sabbioso
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Pieno sole necessario per una fioritura densa
Interno
Veranda, Serra calda
Esterno
Aiuola a pieno sole, Roccia resistente al gelo
Vasi
Grande bacino, Vaso drenante
Aspetto
Altezza200–500 cmLarghezza200–400 cm
Foglie
Verde
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — foglie 1
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — foglie 2
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — foglie 3
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — foglie 4
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — foglie 5
Fiori
RossoArancioneGialloDimensioni4–6 cm
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — fiori 1
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — fiori 2
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — fiori 3
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — fiori 4
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeMarroneDimensioni6–12 cm
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — frutti 1
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — frutti 2
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — frutti 3
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — frutti 4
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — frutti 5
Portamento
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — portamento 1
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — portamento 2
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — portamento 3
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — portamento 4
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeMarrone
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — corteccia 1
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — corteccia 2
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — corteccia 3
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — corteccia 4
Caesalpinia pulcherrima: origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L'areale nativo esatto di Caesalpinia pulcherrima è discusso. POWO lo colloca dal Messico sudorientale all'America centrale, mentre altre fonti indicano le Antille. Secoli di coltivazione nell'America tropicale hanno reso incerta l'origine già prima dei primi erbari europei.

  • Autoctona2
  • Introdotta3
  • Invasiva2
  • Messico
  • Barbados
  • India
  • Hawaii
  • Florida (Stati Uniti)
  • Australia settentrionale
  • Isole Galápagos (Ecuador)

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Caesalpinia pulcherrima (Caesalpinia pulcherrima (L.) Sw., 1791) è un arbusto spinoso delle Fabaceae, sottofamiglia Caesalpinioideae. Linneo descrisse la specie nel 1753 come Poinciana pulcherrima; il botanico svedese Olof Swartz la trasferì nel genere Caesalpinia nel 1791, combinazione oggi accolta da POWO/Kew. 1 2

L’epiteto pulcherrima significa «la più bella» in latino e richiama direttamente la fioritura rossa e gialla. La pianta è il fiore nazionale di Barbados e compareva con questo significato sullo stendardo personale della regina Elisabetta II. 6

Nella Francia metropolitana ricorrono i nomi commerciali francesi fleur de paon, orgueil de Chine, aigrette e flamboyant nain. Queste denominazioni evocano soprattutto la somiglianza con una versione in miniatura del flamboyant malgascio, Delonix regia, senza indicare un’identità botanica fra le due piante. 3

Riconoscimento

Una chioma espansa e un’altezza di 2–5 m caratterizzano Caesalpinia pulcherrima, arbusto o piccolo albero talvolta più alto ai tropici senza gelo. I fusti portano aculei corti e ricurvi, utili per distinguerla da altri arbusti con foglie bipennate ma privi di spine. 5 8

Le foglie bipennate, lunghe 20–40 cm, contano 3–10 paia di pinne, ciascuna con foglioline ovali di 15–25 mm. Il fogliame è semipersistente nei climi temperati e pienamente persistente ai tropici, dove l’arbusto non perde mai tutte le foglie contemporaneamente. 6

I fiori formano racemi eretti di 15–20 cm e combinano petali gialli, arancioni o rossi con lunghi stami rosso vivo, molto sporgenti dalla corolla. Il contrasto spiega il nome inglese Peacock flower. Ogni racemo può portare fino a 40 fiori, che si aprono gradualmente dal basso verso l’alto. 5 4

Il baccello è piatto e legnoso, lungo 6–12 cm; a maturità si apre in due valve che scagliano i semi. Questo meccanismo di dispersione contribuisce alla rapida colonizzazione fuori dall’areale originario. 6

Tassonomia utile

La storia del nome accettato riflette le riclassificazioni del genere Caesalpinia, a lungo usato per riunire molte Fabaceae spinose tropicali:

  • Poinciana pulcherrima L., basionimo del 1753
  • Poinciana pulcherrima f. flava (F.T.Hubb. & Rehder) O.Deg.
  • Caesalpinia pulcherrima f. flava (F.T.Hubb. & Rehder) H.St.John
  • Caesalpinia pulcherrima var. insignis Kuntze

Revisioni recenti del genere Caesalpinia trasferiscono varie specie in Poinciana o Erythrostemon. POWO mantiene però Caesalpinia pulcherrima come nome accettato, riferimento stabile anche quando nei cataloghi orticoli cambiano le denominazioni comuni. 1 2

Habitat e distribuzione

L’origine geografica di questa Fabaceae resta discussa: POWO indica il territorio dal Messico sudorientale all’America centrale, mentre altre fonti propongono le Antille. Secoli di coltivazione in tutta l’America tropicale hanno reso difficile risalire al luogo d’origine già prima della raccolta dei primi erbari europei. 1 5

Introdotta molto presto nelle Antille, la specie vi è diventata così comune da essere oggi il fiore nazionale di Barbados, noto anche come Pride of Barbados. In seguito si è diffusa in quasi tutte le regioni tropicali e subtropicali: India, Hawaii, Florida, Africa orientale e Sud-est asiatico. 6

Fuori dall’areale nativo si naturalizza facilmente grazie ai baccelli deiscenti che espellono i semi, poi trasportati anche da uccelli, vento e acqua. È considerata invasiva nell’Australia settentrionale e alle Galápagos, dove forma boscaglie dense sui suoli disturbati; a Réunion rimane invece in giardini e siepi basse, senza naturalizzazione segnalata. 6

Ciclo e fioritura

Per avviare la germinazione si immergono i semi per 12–24 ore in acqua tiepida: l’ammollo ammorbidisce il tegumento duro e accelera sensibilmente l’emergenza. Sono possibili anche talee di rami teneri sotto telaio, ma questa tecnica è meno praticata della semina. 8

Ai tropici la fioritura è quasi ininterrotta; nei climi più freschi o mediterranei si concentra in primavera e in autunno, rallentando nettamente durante estati troppo calde e in inverno. L’apertura progressiva dei singoli racemi distribuisce ogni ondata di fioritura su diverse settimane. 4

Dopo la fioritura i baccelli impiegano vari mesi a indurire, poi si aprono bruscamente espellendo i semi. Dove gli inverni sono freschi la parte aerea può gelare e ricacciare dalla ceppaia in primavera, comportamento che distingue questa specie dalle congeneri più strettamente tropicali. 6

Usi e rischi

Siepi basse, aiuole ed esemplari isolati in pieno sole sono gli impieghi ornamentali principali: i fiori attirano attivamente colibrì e farfalle. La specie ha ottenuto l’Award of Garden Merit della Royal Horticultural Society, riconoscimento poco comune per una tropicale coltivata in clima temperato. 4

In alcune tradizioni alimentari tropicali i giovani semi, privati del tegumento, sono consumati crudi o cotti; anche i fiori vengono mangiati dopo cottura. Radici, corteccia, foglie e fiori vantano inoltre una lunga storia di impiego medicinale tradizionale, soprattutto come purganti e in preparazioni ginecologiche. 8

Un uso storico particolarmente documentato risale al XVII secolo: dal Suriname la naturalista Maria Sibylla Merian riferì che donne indigene e donne ridotte in schiavitù usavano la pianta come abortivo, rifiutando di trasmettere la condizione di schiavitù ai propri figli. 6

Per gli animali domestici l’ASPCA classifica Caesalpinia pulcherrima come tossica per cani, gatti e cavalli. Irritanti gastrointestinali e tannini possono provocare vomito e diarrea dopo l’ingestione. Il rischio riguarda soprattutto baccelli e semi non preparati, da tenere fuori dalla loro portata. 7

Varietà e confusioni

La forma flava, interamente gialla, è la principale forma distinta stabilmente in orticoltura, contrapposta alla tipica fioritura rossa e arancione. Il nome «Flamboyant» è talvolta usato per esemplari dalla fioritura molto densa, senza corrispondere a una cultivar registrata. 8

Tra le tropicali dai fiori rossi e gialli, alcune specie possono essere confuse con questa:

  • Caesalpinia gilliesii, con stami rossi altrettanto lunghi ma petali uniformemente giallo pallido, senza il rosso intenso di C. pulcherrima;
  • Delonix regia, molto più grande, privo di aculei, con fioritura abbondante e cinque petali di dimensioni quasi uguali;
  • Erythrina crista-galli, con fiori rossi riuniti in gruppi ma foglie trifogliate, non bipennate.

Per riconoscerla durante tutto l’anno conviene combinare tre caratteri: fusti con aculei, foglie bipennate dalle piccole foglioline e portamento arbustivo molto più compatto di un Delonix regia adulto. 5

Fonti principali

Domande frequenti

Caesalpinia pulcherrima è tossica per cani e gatti?

Sì. L'ASPCA la classifica tossica per cani, gatti e cavalli: irritanti gastrointestinali e tannini possono causare vomito e diarrea dopo l'ingestione di baccelli o semi.

Che differenza c’è fra Caesalpinia pulcherrima e Delonix regia?

Caesalpinia pulcherrima è un arbusto con aculei alto 2–5 m; Delonix regia è un albero di 10–15 m privo di aculei. Entrambi hanno foglie bipennate e fiori rossi: da qui il soprannome francese di piccolo flamboyant per il primo.

Perché Caesalpinia pulcherrima non fiorisce?

La causa più comune è la mancanza di pieno sole: a mezz’ombra cresce ma fiorisce poco. Una giovane pianta da seme può inoltre richiedere un primo anno completo prima di fiorire.

Come si fanno germinare i semi di Caesalpinia pulcherrima?

Immergere i semi per 12–24 ore in acqua tiepida prima della semina per ammorbidire il tegumento duro. Dopo questo trattamento germinano in 1–3 settimane; senza trattamento la germinazione è lenta e irregolare.

Caesalpinia pulcherrima resiste al gelo?

Non a lungo. Sotto −2 o −3 °C la parte aerea può gelare; nei climi temperati talvolta ricaccia dalla ceppaia in primavera, ma è più sicura la coltivazione in vaso al riparo.

I semi di Caesalpinia pulcherrima sono commestibili?

In alcune tradizioni tropicali si mangiano cotti i giovani semi privati del tegumento. Baccelli e semi maturi non preparati devono rimanere fuori dalla portata degli animali domestici.

Da dove viene il nome Caesalpinia pulcherrima?

Linneo descrisse la specie nel 1753 come Poinciana pulcherrima; il botanico svedese Olof Swartz la trasferì in Caesalpinia nel 1791. L’epiteto pulcherrima significa «la più bella» in latino.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.